Su internet ogni 60 secondi!

Vi siete mai chiesti quale può essere il risultato di circa 2miliardi di persone connesse a internet nello stesso istante? Beh, ecco un nuovo post della categoria “diamo i numeri”!!!
Ecco due immagini che illustrano cosa avviene su internet ogni minuto! I numeri, se ci pensate, sono davvero incredibili!

Il dato che più mi ha colpito è stata la quantità di dati che vengono trasferiti dai server(i computer che ospitano i siti web) agli utenti che stanno navigando: circa 640 TeraByte!!!

Infine, non è difficile immaginare che con l’aumento delle modalità di connessione (oltre al computer, ci sono cellulari, tablet ecc…) non potranno che aumentare (in modo esponenziale) anche i numeri riportati da questi grafici!

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La seconda immagine, invece, è più generica, in quanto non si occupa prettamente dello scambio di dati o visite dei siti.
E’ possibile anche qui notare la mole di dati/informazioni scambiate tra gli utenti della rete!

Google, che ormai è il motore di ricerca più affermato, conta quati 700mila ricerche/minuto!

E’ anche interessante notare come il numero di e-mail, seppur alto, non si avvicini nemmeno al numero di tweet o di post su facebook, segno che i social network sono ormai diventati il nuovo mezzo di comunicazione in ambito informale, ma in certi casi anche lavorativo o formale!

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Queste due immagini non posso che farci riflettere, ancora una volta, su quanto internet sia “potente”, proprio perchè basato sull’interconnessione (e collaborazione) tra tutti gli utenti collegati!

Si potrebbe anche discutere sui 70 nuovi domini registrati, in quanto prima o poi anche questi finiranno; ma purtroppo non è un tema che il nostro blog può inglobare; può essere uno spunto di ricerca per più interessati! (vi accenno solo che per ora è stata trovata una soluzione che sembra abbastanza valida, essa consiste nel “liberalizzare i domini“, dando la possibilità a chiunque di registrare un dominio del tipo nome.cognome, oppure azienda.parola, liberando così dal vincolo dei .it .com .info ecc…Questa nuova impostazione apre a molte possibilità, ma anche a molti possibili incomprensioni o ambiguità!)

Ah! Questo minuto conterrà un messaggio di un blog in più, il presente! 🙂

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How to Be a Wikipedian

Un “Wikipediano” è qualcuno che ama “  Wikipedia, the free encyclopedia that anyone can edit”, e che passa il tempo libero, o almeno una parte, ricavando informazioni e contribuendovi. Alcuni lo vedono come un hobby; altri come uno stile di vita; altri ancora come una sorta di metodo non ortodosso di autodidattismo. Ma come diventare un Wikipediano? Semplice!

Passi

1) Impara a conoscere Wikipedia. Il motto di Wikipedia è “the free encyclopedia that anyone can edit” ( L’enciclopedia libera che chiunque può modificare). Questo significa due cose:

    • Wikipedia è effettivamente un’enciclopedia. Come Britannica, è pensata per fornire una conoscenza dettagliata su un argomento, più di quanto possa fare un dizionario, meno di quanto un intero libro sul tema. Nota a margine: possedere le fonti in una descrizione è cruciale per l’accuratezza di Wikipedia. Se così non fosse, non dovresti citare. Semplice.
    • Wikipedia può, è stata e sarà vandalizzata. E’, dopotutto, un’enciclopedia che chiunque può modificare. Per esempio, il 29/10/’08, uno sconosciuto Wikipediano ha cercato “wikipedia” su Wikipedia trovando solo “un pezzo di *****” per descrizione. Chi ha fatto questo dovrebbe essere – e probabilmente è così – escluso dal contribuire al sito di nuovo; questo fatto mostra che anche l’articolo più completo su qualcosa può essere vandalizzato. Perciò, attenzione!

2) Mettila nei Segnalibri, e cerca di riservare una cartella per gli articoli d’interesse su Wikipedia. Potreste essere sorpresi da quante volte vi servite di Wikipedia. Wikipedia se si trova lì è solo un clic, e non 20-qualcosa lettere. Inoltre, è probabile trovare alcune cose interessanti su Wikipedia. Qui ci sono alcuni link ad alcune cose molto interessanti:

3) Inizia a visitarla spesso. Rivisita vecchie pagine, premi “ Articolo casuale” cento volte, o magari gioca a Wiki Wars, descritto sotto. Aumenterai il tuo QI drammaticamente facendolo, e chi lo sa? Forse, solo forse, troverai la tua passione in uno di questi articoli.

    • OPZIONALE: Regole per Wiki Wars;
    • Premi “Articolo casuale” una volta;
    • Apri una nuova scheda, vai su Wikipedia, e premi “Articolo casuale” di nuovo;
    • Continua a cliccare i link di una delle schede fino a che non trovi l’articolo visualizzato nell’altra (no, non puoi usare la casella di ricerca).

4) Inizia a contribuire! Quando avrete trovato un argomento sul quale vi piacerebbe condividere la vostra conoscenza, iniziate a fare qualche ricerca&crea qualche articolo. Alternativamente, alcune persone puliscono anche i vecchi articoli e alcuni di essi hanno bisogno di essere tradotti, etc. Dopotutto, non tutti al mondo sono sufficientemente intelligenti da poter gettare luce su un solo argomento, ecco perché ci sono così tanti pezzi di articoli sparsi qua e là. Eventualmente, vi solleverete attraverso il sistema, e forse diventerete anche amministratori grazie al vostro lavoro.

Avvertenze

  • Di nuovo, non fidatevi di articoli senza fonti citate. Questa non è una cosa da prendere con leggerezza. Senza fonti, chiunque può aver scritto l’articolo, anche il vostro peggior nemico.
  • Per argomenti controversi, anche se ci sono fonti, controllate quelle disponibili. Le fonti sono di parte? Chi lo sa. Quando cercate qualcosa come marijuana o Joseph Stalin, è sempre meglio controllare perché l’articolo è scritto in quel modo. Il modo miglio per farlo è controllare le fonti.
  • Wikipedia non garantisce un’educazione professionale.Non fate gli idioti. Che vi piaccia o no, Wikipedia può sbagliare su qualunque cosa, proprio come una persona. Non cercate “gravidanza” su Wikipedia se qualcuno nella stanza sta per avere un bambino; non cercate “pronto soccorso” se il vostro braccio è profondamente ferito. Prendete contatto con un dottore, etc., per farvi aiutare.
    • Questa regola vale per tutte le eniclopedie, non solo per Wikipedia. Sebbene con Wikipedia ci sia la possibilità d’informazioni inaffidabili, nessuna encyclopedia sulla Terra vi può concedere la saggezza per salvare un paziente che ha avuto un attacco di cuore dalla morte. Lo scriverò di nuovo: Se avete bisogno di aiuto professionale, richiedetelo.
  • Wikipedia non dovrebbe essere la vostra unica fonte per documenti importanti. Se state scrivendo una tesi, per esempio, mettete da parte Wikipedia – anche se è giusta-, altrimenti sarete guardati con disprezzo da chi la leggerà. E’ un dato di fatto. Non c’è nessuno che non è sospettoso di qualcosa che può essere ottenuta facilmente e senza ragguardevoli sforzi.

Tradotto ( più o meno) da wikiHow.

Gli Hacker sono davvero i cattivi del Web?

Purtroppo al giorno d’oggi programmi televisivi e giornali non fanno altro che bombardarci con informazioni del tipo “Hacker attaccano sito rubando i soldi…” oppure “Hacker diffondono virus!” .

Quando ci viene chiesto chi sia un hacker la prima cosa che ci viene in mente è il termine “pirata informatico” ovvero una persona che cerca di sabotare o distruggere qualsiasi sistema solo per mostrare la sua superiorità.

Questa descrizione però non si addice ad un hacker ma piuttosto ad un cracker!

Non tutti però sanno che il termine “hacker” indica una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte senza danneggiare le altre persone!

L’errato luogo comune che associa l’hacker ad un criminale iniziò a diffondersi intorno agli anni ’80 in seguito all’uscita di un film di nome Wargames.

Il film contribuì in modo considerevole a diffondere la figura dell’hacker come quella di un ladro che faceva irruzione nei sistemi informatici per distruggere, manipolare o acquisire informazioni, il protagonista del film, David, non è altro che un ragazzino il quale riesce attraverso la conoscenza del computer a cambiare i suoi voti di scuola o intrufolarsi in vari server di livello mondiale.

Questo film spinse soprattutto i giovani ad avvicinarsi all’informatica, ma molti di essi lo fecero non per creare o inventare qualcosa di nuovo ma solo per dimostrare la loro superiorità distruggendo o rubando.

Questa larga diffusione di cyber-teppisti  fece nascere la paura collettiva nei confronti dell’hacker, che verrà da allora visto come una piaga della società.

Solo gli hacker degli anni novanta, che si faranno chiamare “liberatori dell’informazione”, cercheranno di restaurare gli ideali proposti dai primi hacker e di “risanare” l’immagine negativa che ormai l’intera società si era fatta di loro.

Al giorno d’oggi l’immagine dell’hacker è stata parzialmente rivalutata grazie alla possibilità da parte dello stato o delle banche di utilizzare gli hacker per creare sistemi di difesa informatici sempre piu all’avanguardia contro i virus o gli attacchi dei craker.

Oggi giorno gli hacker si dividono in tre categorie:

White-hat: ovvero gli hacker che si oppongono all’abuso dei sistemi informatici i                 cosiddetti hacker etici.

Black-hat: gli hacker che compiono azioni criminali(cracker).

Grey-hat : coloro che si collocano tra i white ed i black.

E’ quindi bene saper distinguere tra un hacker ed un cracker!

E tu? Cosa ne pensi della criminalità informatica? Pensi di appartenere alla categoria dei white o dei black?

Fai conoscere la tua opinione commentando!!

Internet ha ucciso i giornali

Ecco una prima riflessione riguardo al cambiamento che Internet ha portato nella nostra vita.

Da qualche tempo, le maggiori testate giornalistiche hanno deciso di pubblicare i propri articoli anche sulla rete, dal momento in cui la gente preferisce controllare le ultime news in tempo reale e senza dover sborsare neanche un centesimo.

Ma questa nuova, e improrogabile, mutazione che risvolti ha avuto nei confronti dei giornali?
La domanda sorge spontanea, se non vendono i giornali cartacei e offrono gratuitamente il loro servizi online, come potranno mai pagare lo stipendio ai giornalisti dipendenti?

La risposta è semplice, con la pubblicità! O meglio, la maggior parte dei ricavati è grazie alla pubblicità! un po’ come quei giornali che vengono distribuiti gratuitamente in tutte le città; essi si autofinanziano vendendo spazi pubblicitari all’interno del quotidiano, e quello che avanza dai costi di stampa è tutto guadagno!!!

I dati parlano chiaro, i giornali cartacei sono destinati a scomparire!

No longer an “if”, but a “when”.
Non più un “se”, ma un “quando”.

Così è come si conclude l’immagine che vi riporto sotto…insomma, in un futuro non molto lontano, nei parchi, sulle panchine, non vedremo più anziani concentrati sulla lettura del giornale, ma più probabilmente intenti a tappare, sfogliare e (perchè no) bisticciare con un bel tablet all’ultimo grido!!!

Fonte: http://www.techvibes.com/blog/extra-extra-read-all-about-it-internet-murders-newspaper-inforagphic-2011-08-05

Viral Breakdown – Rocco Siffredi sindaco

Rocco Siffredi, il famoso pornoattore italiano, candidato sindaco di Palermo? Sul web scoppia il tormentoneIl pornoattore ha però deluso le aspettative dei fans che già lo vedevano con la fascia tricolore sul petto smentendo categoricamente la notizia durante la trasmissione radiofonica La Zanzara, ed ha affermato che “non è il momento di prendere in giro gli italiani”. Pur sentendosi lusingato e ringraziando per le reazioni entusiaste e l’appoggio dimostrato, Siffredi è stato irremovibile: «Per me la politica è davvero una cosa seria – ha detto a La Zanzara – quando deciderò di candidarmi voglio che sia in piena convinzione».

Una vera  doccia fredda per centinaia di entusiasti internauti: la notizia della candidatura di Rocco Siffredi a sindaco di Palermo, che aveva mandato in fibrillazione Web e Social Network alla fine si è rivelata l’ennesima bufala del web.

Infatti la comunità dei social network si era letteralmente scatenata. Su Facebook sono già più di duemila gli iscritti alla pagina “Rocco Siffredi Sindaco di Palermo“, con tanto di frase firmata a nome Rocco: “Cari cittadini, ho deciso di candidarmi perché credo che siete abbastanza stanchi di questa politica falsa e corrotta. E’ giunta l’ora di buttarli tutti fuori. Scegliete voi come, io vi metto a disposizione i miei mezzi“. Anche su Twitter #RoccoSiffredi spopola fra i trending topic e sono centinaia i commenti sull’argomento.

(foto da Facebook)

Francesco Giacalone

Sondaggio tecnologico

Un saluto a tutti gli utenti,
vorrei proporvi un velocissimo sondaggio (3 domande) riguardo la tecnologia.
Quest’ultimo rimarrà aperto per circa 3 mesi, e alla chiusura verrà realizzata una immagine/grafico che rappresenterà il risultato dei voti raccolti durante questo periodo e quindi, mi auguro, quello che è il parere dei visitatori di questo blog.

Ecco le tre domande:
Attenzione: seleziona la risposta e premi “Vote” per ognuno e attendi la comparsa della scritta “Thank you for voting!”



Buona votazione!
Ricorda che se hai delle riflessioni a riguardo, o vuoi dare una risposta più personale, puoi scriverla nei commenti qui sotto!

Roberto Gambotto

Il Digital Divide

Il Digital Divide è quel termine che indica il divario esistente e persistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie digitali e chi invece non può.  Ma è definito anche come la distanza che separa la parte della popolazione mondiale ricca di informazioni, con un’alta istruzione e maggiori risorse economiche, da quella povera di informazioni, caratterizzata da livelli di istruzione bassi, povertà economica, dalle minoranze sociali ed etniche.

Questo fenomeno sembra molto lontano dalle nostre realtà ma purtroppo non è così!

Da alcuni dati instat è infatti risultato che quasi la metà della popolazione italiana (circa il 53%) non possiede ne un computer ne una connessione internet!Questo dato è molto preoccupante rispetto alle realtà degli altri paesi, ad esempio basti guardare l’Inghilterra dove circa l’83% della popolazione è connessa ad internet.

  • Le cause del Digital Divide dipendono da diversi fattori socioeconomici ma quelli che accentuano di più questo fenomeno sono sicuramente:                                                         -La mancanza di infrastrutture di base o avanzate (ad esempio in Italia la scarsa copertura della banda larga) dovute essenzialmente ad un fattore economico
  • L’analfabetismo della maggior parte degli utenti e soprattutto dei giovani

E’ molto importante quindi cercare di contrastare questo digital divide per prevenire un’ulteriore divisione della società, per permettere a tutti di avere un accesso ad internet e di avere la possibilità di rimanere al passo con la tecnologia.

Qui sotto vi posto una registrazione presa da you tube di “Salva con Nome” un programma di RaiNews a cura di Roberto Mastroianni e Carlo Infante in cui si discute di come in italia è stato affrontato il problema del digital divide..

E tu? Cosa ne pensi del fenomeno del Digital Divide? Conosci persone che non utilizzano internet o che non possiedono computer? In che modo andrebbe contrastato questo fenomeno?

Fai conoscere la tua idea commentando questo post!

by Alberto Isernia

La forza del web 2.0

Spesso, per capire la grandezza di qualcosa, è necessario analizzare i numeri; il video sottostante si pone proprio questo obiettivo.

Con la rivoluzione digitale, siamo passati dal web statico (il web 1.0) al web dinamico, 2.0; questo grande passo ha permesso a noi utenti di interagire con internet e con i siti che lo popolano.
Interagire implica, per esempio, poter dare la propria opinione riguardo un ristorante(*1*), oppure persino contribuire ad una nuova enciclopedia universale(*2*) fruibile solamente via web!

Ecco allora che il web diventa un luogo in cui, se vuoi comprarti un televisore, hai a disposizione:
-almeno 30 siti di negozi diversi che ti propongono ognuno il suo prezzo (in negozio, o nel caso in cui ci sia la consegna a domicilio);
-decine e decine di siti che vendono esclusivamente online;
-centinaia di annunci pubblicati da altre persone che, invece, stanno cercando di sbarazzarsi proprio del televisore a cui sei interessato!
Bhe…penso che sia decisamente più pratico (ed economico!) in confronto, per esempio, a girare negozi su negozi per valutare il prezzo migliore…

Ti è piaciuto il video? Cosa ne pensi di questo cambiamento che internet ha portato alla compravendita di beni?
Rendi pubblica la tua opinione commentando questo post!

Note:

(*1*)Esistono siti che permettono di dare una valutazione a un negozio/ristorante, uno di questi è www.2spaghi.it che, appunto, dà la possibilità a chi è andato a mangiare in un ristorante di dare una valutazione positiva o negativa al ristorante in questione; questo diventa quindi un forte mezzo pubblicitario, che può giocare a favore, ma anche molto a sfavore per l’attività.

(*2*)Ovviamente in questo caso stiamo parlando di Wikipedia ( it.wikipedia.org ) “l’enciclopedia libera”; un sito sul quale chiunque può effettuare modifiche al fine di migliorare la pagina dedicata a un determinato argomento.

Roberto Gambotto

Viral Breakdown – KONY 2012


Diamo il via alla rubrica Viral Breakdown con quello che contemporaneamente è stato il video virale più efficace della storia ma forse anche la più grande bufala mai vista in rete, stiamo parlando del video KONY 2012.

Ma partiamo da principio, a partire dalla prima settimana di marzo un video molto toccante si è diffuso tramite i social network, prefigurando una campagna virale di sensibilizzazione senza precedenti.

Ecco il video per chi non l’avesse ancora visto:

(Per attivare i sottotitoli premete le due CC rosse in basso a destra)

Dopo una sola settimana il video Kony 2012 aveva registrato 100 milioni di visite e centinaia di migliaia di persone avevano già acquistato l’ “action kit” visto nel video, tutti contenti di dare il proprio contributo e rendere Joseph Kony famoso.

Ma dopo le migliaglia dollari spese dalle persone che in buona fede volevano sposare la causa, qualche giorno fa è stata diffusa la notizia, poi confermata dall’ambasciatore ugandese, che le cose dette nel video sono quantomeno inesatte se non addirittura largamente manipolate. Sembra infatti che da oltre vent’anni il pericoloso Joseph Kony abbia fatto perdere le proprie tracce.

Pochi giorni dopo ecco un altro colpo di scena, forse l’ultimo. Jason Russell, il 33enne promotore, regista e autore del video, nonchè presidente dell’associazione Invisible Children che ha lanciato la campagna virale, è stato arrestato fa per atti osceni in luogo pubblico, quando è stato trovato nudo, imbottito di alcool e stupefacenti, mentre tentava di accoppiarsi con delle automobili parcheggiate, e ora si trova in una clinica psichiatrica.

Questo episodio mette il luce la straordinaria forza del marketing virale, anche quando si racconta una storia falsa, o come in questo caso, parzialmente vera vent’anni fa.

Francesco Giacalone

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