Effetto Network vs Effetto Virale – La matematica della comunicazione

Puntiamo i riflettori su un tema sempre molto caro agli operatori del mondo Social (e non solo), parliamo dei modelli matematici che spiegano la diffusione delle informazioni; per molti una buona dimestichezza con questi concetti si è rivelata la chiave di volta alla propagazione di un contenuto, di una campagna o di un video.

In particolare analizzeremo due modelli di comunicazione esemplificativi, con la consapevolezza che i modelli trattati sono empirici e non si ha in questo post la pretesa di tradurre in formule la complessità di una campagna di marketing.

Partecipazione spontanea ed Effetto Network

E’ quella che si ottiene generando un network chiuso. Ossia mettendo n utenti in comunicazione fra loro, creando un forum, una mailing list o una community ad esempio. Affinché tale utente sia interessato a partecipare spontaneamente al network occorre che il network stesso abbia una certa consistenza, un certo valore.

Ma come quantificare il valore di un network? Ci viene in soccorso la legge empirica di Metcalfe, nota anche come “effetto network”.

Il valore di ogni condivisione potenziale è proporzionale al numero N, di individui in grado di connettersi con l’elemento oggetto della condivisione

Un forum, ad esempio, non ha alcuna utilità se gli iscritti sono 2 o 3, mentre inizia ad avere un senso l’iscrizione quando gli utenti sono in numero maggiore. Il valore di un network, infatti, si può approssimativamente stimare basandosi sul numero di reciproche comunicazioni che riesce a generare. Se n utenti partecipano ad un network, le connessioni create sono: n × (n-1) / 2; se n poi è sufficientemente grande è possibile affermare con una certa approssimazione che l’importanza è proporzionale ad n2Stando a quanto detto sinora possiamo affermare che le campagne di comunicazione che prevedono adesione spontanea possono essere modellate con una legge quadratica.

Condivisione ed Effetto Virale

Quando gli utenti non si limitano adaccettare l’invito ad entrare nel, ma divengono essi stessi fonte di diffusione del messaggio il network si evolve e diventa sociale aperto.

In ogni istante il tasso di crescita è proporzionale alla dimensione della popolazione coinvolta. Questo è esattamente ciò che accade con le colture batteriche, non a caso i modelli di diffusione di tal genere sono appunto detti virali.

Quando il tasso è proporzionale alla dimensione, la crescita è di tipo esponenziale, ossia proporzionale ad en.

Il confronto grafico sancisce la straordinaria efficacia dell effetto virale rispetto all’effetto network.

Infine ecco una simpatica infografica che spiega il segreto del successo di un virale a cura di VoltierDigital.com.

Per i virali del momento visita la nostra sezione Viral Breakdown.

Sondaggio Tecnologico – La video intervista!!!

Tempo fa, pensai di pubblicare un sondaggio (ancora in corso) che poneva tre domande riguardo alcuni aspetti della tecnologia in relazione con la vita delle persone, focalizzandosi principalmente sul quotidiano.

In seguito, ho deciso di completare questo sondaggio con una video intervista che finalmente è giunta al suo stadio finale: la pubblicazione su youtube e sul nostro blog!

Le domande dell’intervista (leggermente adattate) sono state poste a tre persone che hanno un “rapporto” con la tecnologia molto differente:

  1. Barra Federica, una giovane studentessa che frequenta le scuole superiori; grazie alle sue risposte ho scoperto che le L.I.M. (lavagne multimediali) sono già abbastanza diffuse nelle Scuole Italiane e vengono già utilizzate da un discreto numero di docenti per presentare le lezioni!
  2. Buzio Filippo, docente di Informatica & Sistemi; ha approfittato dell’intervista per spiegare in maniera molto semplice, ma completa, cosa sono gli e-book (ben diversi dal pdf del libro scannerizzato) e quali sono le principali caratteristiche innovative del Web 3.0 (a proposito, clicca qui e leggi la nota!).
  3. Re Enedina, impiegata addetta logistica; ha potuto dare una testimonianza di come la tecnologia sia stata davvero rivoluzionaria in ambito lavorativo e di gestione di dati! Ricordandoci però, che la tecnologia, come qualsiasi cosa, deve essere utilizzata con un minimo di competenza in modo da evitare disastri!

Augurando a tutti una buona visione, vi lascio al video!
Se il post vi è piaciuto, commentate e dite la vostra opinione!!!



Nota: E’ interessante notare come due persone su due, non esperte in campo informatico, conoscano pochissimo il web 3.0! Questo fatto è abbastanza rilevante! Da poco Google ha deciso di muoversi verso WolframAlpha (vedi articolo – Corriere della Sera), implementando una ricerca di tipo semantico…uno degli aspetti che caratterizzano il web 3.0 e lo differenziano dal 2.0, quello attuale!!!
Ecco quindi che questo nuovo strumento, sebbene ancora sconosciuto, inizia ad avvicinarsi ed entrare silenziosamente nella nostra vita quotidiana!

Il futuro dell’Elettronica

Nel 2004  Andre Geim e Konstantin Novoselov, due fisici dell’Università di Manchester, scoprirono il grafene, sostanza che nel 2010 gli valse il premio Nobel per la Fisica. Ma che cos’è?

-Il più resistente materiale mai scoperto, 100 volte più resistente dell’acciaio;
-Uno straordinario conduttore elettrico, al pari del rame;
Quasi trasparente, ma talmente denso che nemmeno l’elio, il più piccolo gas atomico, può attraversarlo;
Sottilissimo, lo spessore è pari a quello di un atomo;
Ultra sensibile alle variazioni in ambito microscopico.


Dove si trova
?

Nelle comunissime matite che vengono utilizzate dal XVI secolo.

Come si ottiene
?

1) Armarsi di scotch, matita e di buona volontà;
2)
Far aderire la punta della matita allo scotch, e poi toglierla sincerandosi che la grafite si sia depositata;
3)
Ripiegare dalla parte appiccicosa lo scotch, chiudendola come se si piegasse un foglio di carta;
4)
Riaprire lo scotch;
5)
Ripetere  i punti 3 e 4 più volte fino ad ottenere un solo strato di grafite ( ovvero il grafene).

 

Com’è fatto?
Image

Uno strato di grafene

Il Grafene è costituito da un solo strato di atomi di carbonio disposti sullo stesso piano che formano celle esagonali.
Nel caso ci siano imperfezioni riguardo gli angoli con cui si legano gli atomi ( e che quindi le celle diventino pentagonali o ottagonali) si forma un altro composto detto Fullerene la cui forma ricorda un pallone da calcio.


A cosa può servire?

Le possibili applicazioni del grafene sono molteplici ed essendo appena stato scoperto probabilmente non se ne comprendono ancora tutte le potenzialità.

“Siamo all’inizio di un nuovo paradigma.
E’ difficile capire cosa potremo fare con questo materiale.
Immaginatevi 100 anni fa quando trovarono le fantastiche proprietà dei polimeri: nessuno sapeva cosa farci.
Vent’anni dopo iniziò a diffondersi la plastica. Penso che il grafene potrebbe cambiare la nostra vita come fece la plastica”
ha affermato Andre Geim

Grazie alla sua conducibilità il grafene ci permetterebbe di ottenere computer velocissimi  (computer quantistici, nano-transistor superconduttivi, dispositivi quantistici ad un elettrone);
– La sua sottigliezza e trasparenza permetterebbero la creazione di impianti fotovoltaici con prestazioni infinitamente superiori rispetto a quelli moderni ( più altre applicazioni in ambiti in cui sia presente la luce);
– Sempre grazie alla sua sottigliezza, aggiunta all’incredibile resistenza, sarà possibile probabilmente realizzare schermi ultrasottili che potrebbero andare a sostituire gli odierni touch screen e magari i giornali ( possibile risposta a uno dei post precedenti di Roberto: “Internet ha ucciso i giornali” )
– Considerate le sue proprietà microscopiche non sono esclusi impieghi nell’ambito biomedico.
Inserito nella plastica consentirebbe la creazione di materiali leggeri e sottili ma resistenti agli urti e alle alte temperature ( usarsi nei satelliti, negli aerei o nelle auto).
– Grazie alla sua sensibilità a livello atomico potrebbe essere utilizzato per costruire sensori anti-inquinamento;
– Unito all’idrogeno diventa un ottimo isolante, il grafano.
– Ecc, ecc, ecc…

Questo video, in Inglese, spiega in modo molto simpatico la maggior parte delle cose scritte sopra.

La traduzione in italiano, cui ha gentilmente collaborato il signor Vittorio Fornero ( che ha minacciato di citarmi in tribunale qualora non lo avessi citato) è questa qui.


Prova a immaginarti questo:

Sei stato sbattuto in una stanza squallida, e ti è stato detto che non puoi andartene finchè non hai creato il materiale più sottile che l’uomo conosca.
E non solo. Deve anche essere il più resistente, il miglior termoconduttore, e capace di condurre elettricità quanto il rame.
Lo so, sembra una situazione disperata… ma per fortuna, tu sai qualcosa sulla nanotecnologia.
Tu sai che dei dispositivi molto, molto piccoli usano materiali che sono più piccoli di 100 nanometri. Ovviamente non devo essere io a dirtelo: un nanometro è un miliardesimo di un metro. È all’incirca la dimensione di 10 atomi. Ma come puoi creare qualcosa di così piccolo?
È ora di tirar fuori il MacGyver! Ti serviranno:
-una matita
-del nastro adesivo
e una sana dose di olio di gomito.
Una matita non contiene piombo, ma grafite, che consiste in lamine di carbonio in reticoli esagonali. Quanto scrivi, strati di grafite scivolano via dalla punta della matita e aderiscono alla carta. Di solito diversi strati sono sovrapposti uno sull’altro, ma una volta ogni tanto si ottiene un singolo strato di atomi di carbonio, e questo è chiamato Grafene.
Nel 2004 Andre Geim e Konstantin Novaselov crearono il Grafene usando nient’altro che grafite e nastro adesivo. Misero una scaglia di grafite sul nastro, lo piegarono in due, e divisero a metà la scaglia. Ripeterono questa procedura un certo numero di volte, e quindi studiarono i frammenti risultanti. A loro sorpresa, scoprirono che alcuni dei frammenti erano spessi un solo atomo!
Questo risultato fu particolarmente inaspettato perchè si pensava che un singolo strato di grafite non sarebbe stato chimicamente stabile, specialmente a temperatura ambiente.
Il Grafene conduce elettroni più velocemente di qualunque altra sostanza a temperatura ambiente, questo per via della qualità straordinaria del reticolo di carbonio. Gli scienziati non hanno ancora trovato neppure un solo atomo fuori posto nel Grafene! Poiché gli elettroni non sono dispersi da difetti del reticolo, si muovono così velocemente che per comprendere il loro movimento è necessario usare la relatività di Einstein.
E questo reticolo perfetto è creato dai forti, benchè flessibili, legami tra gli atomi di Carbonio, rendendo il materiale pieghevole, ma più duro del diamante!
Il Grafene è incredibilmente resistente! Se si potesse mettere in equilibrio un elefante su una matita, e sostenere la matita col Grafene, quest’ultimo non si romperebbe. La matita sì ovviamente…
Per la loro scoperta, Geim e Novaselov vinsero il premio Nobel per la Fisica nel 2010. E questo è solo l’inizio per il Grafene! Gli scienziati sono al lavoro per poter sfruttare le sue proprietà uniche, per creare touch-screen sottili, flessibili e trasparenti, computer più piccoli, veloci e energeticamente efficienti, materiali compositi resistenti, e celle solari più efficienti.
E ora prova a riflettere: questo è solo un aspetto della nanotecnologia! Quindi, per poter pensare in grande, devi prima considerare il molto piccolo. ”

Fonti:

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2012/01/24/news/all-aquila-si-studiano-i-computer-del-futuro-con-la-novita-grafene-5565711

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_febbraio_15/grafene-caruso_5f5e0cf2-57b3-11e1-8cd8-b2fbc2e45f9f.shtml

http://www.tokum.it/hardware/grafene-il-futuro-dellelettronica/

Tutti uguali, per condividere

Peer-to-peer, un termine inglese soggetto a diverse interpretazioni, positive o meno, non sempre corrette! Ma vediamo insieme di cosa stiamo parlando…

Il Peer-to-peer è un’architettura logica ideata per le reti informatiche.
In questa architettura tutti i “nodi” della rete sono allo stesso livello ed equivalenti (peer in inglese); al contrario dell’architettura client-server su cui si basa il Web (cosa ben diversa da Internet, nonostante spesso i due termini vengano confusi!).

La dote principale del peer-to-peer (P2P) è quella di permettere la condivisione di un file sulla rete da parte di tutti gli utenti che ne hanno una copia sul loro computer.
Questo cosa vuol dire? Beh, immaginate di dover scaricare un applicativo per il vostro computer: il file di installazione sarà presente su un server (presumibilmente del proprietario di questo software) che, alla vostra richiesta, vi invierà una copia del file!

Tutto bene fino a quando il server è in grado di inviarvi tale file…ma se per qualche malfunzionamento questo server smettesse di funzionare o avesse problemi di connessione? Il file non sarà accessibile fino al ripristino del nodo non compromesso!
Nasce
quindi l’esigenza, per file di grosse dimensioni, di avere una stabilità maggiore e la possibilità di ottenere il file da qualsiasi utente connesso e in qualsiasi momento: ecco che il P2P trova la sua applicazione!

Esempio di condivisione tramite Peer-to-peer.
Sebbene l'immagine rappresenti un computer più grande, questo non è da confondere con un server, bensì è solamente il computer da cui "parte la condivisione"

Grazie a questa architettura, infatti, chiunque abbia una copia del file in questione, lo mette in condivisione (in seed, nel gergo) e chiunque può mettersi in ricezione e, a piccole parti (solitamente da 4MB, divisi in 256 blocchi), ricostruire l’intero file man mano che lo riceve, anche da utenti diversi (una specie di download in multi-tasking che con la tecnologia client-server non era assolutamente possibile!!!).

Le icone rispettivamente di eMule & uTorrent

Sebbene questa tecnologia (insieme al protocollo BitTorrent su cui si basa) sia nata per nobili ragioni, purtroppo, con il tempo è stata principalmente utilizzata per la condivisione di file in modo non legale!

E’ importante però sapere che eMule, uTorrent e altri di questi programmi che sfruttano tale protocollo NON hanno solamente lo scopo di favorire la pirateria nel campo del software informatico!

Il download di Ubuntu disponibile anche tramite peer-to-peer (torrent).
Clicca per ingrandire l'immagine

Un esempio di uso virtuoso del P2P è Ubuntu: il download di questo sistema operativo è disponibile tramite il classico download dal server del sito, oppure tramite il peer-to-peer!
Nella sezione del sito dedicata ai download è possibile leggere la dicitura: “…in questo modo non intaserai i server della comunità e beneficerai della massima velocità…”

Condividi Collabora – Folding@Home

Il secondo post della rubrica CondividiCollabora è dedicato al progetto Folding@Home.

Ma di cosa si tratta? e soprattutto, cosa c’entra con questa rubrica?
Troverai la risposta a queste due cruciali domande nelle prossime righe!

Innanzitutto, parlando di Folding@Home, ci riferiamo ad un progetto lanciato dall’Università di Stanford in collaborazione con molte grandi anziende produttrici di componenti hardware, in particolar modo microprocessori, per computer (vedi: Dell, Intel, ATI, Nvidia).
L’iniziativa si pone l’obiettivo di creare una rete di computer, interconnessi tramite un software sviluppato dall’università, a disposizione dalle università per effettuare operazioni di calcolo che altrimenti richiederebbero lunghissimi tempi;
grazie a questo sistema
, è come se le università avessero a loro disposizione un mega-computer contenente migliaia di CPU atto ad gestire ed esguire grandissime moli di dati/calcoli.
Tutto ciò può essere considerata la definizione di “calcolo distribuito”.

Nello specifico, la grandissima potenza di calcolo generata da questa rete, viene sfruttata principalmente per la simulazione dell’avvolgimento (folding) delle proteine.
Questa operazione, seppur possa sembrar banale o inutile, permette invece di studiare il comportamento di proteine coinvolte in malattie come Alzheimer, Parkinson e addirittura alcune tipologie di cancro!

Un esempio di Folding Proteico completato solo in parte, ecco cosa ogni CPU contribuisce a generare.

Vediamo ora quali sono le modalità con cui è possibile dare il proprio contributo.
Abbiamo parlato di un software che gestisce la rete, permettendo ai singoli computer di ricevere una serie di istruzioni, rielaborare e rimandare il tutto al laboratorio di ricerca.
Tale software si può scaricare all’indirizzo: http://folding.stanford.edu/English/Main
Dopo averlo installato, ogni volta che faremo partire questo programma, il nostro computer inizierà subito a dedicare parte della sua CPU per effettuare calcoli ricevuti direttamente da Stanford.
Sarà possibile, inoltre, vedere online le proprie statistiche, ad esempio:

  • numero di operazioni “donate”
  • quantità delle calcoli eseguiti dell’eventuale team a cui si appartiene
  • ammontare di TeraFlop della rete
  • totale delle ricerche completate grazie alle varie piattaforme (Windows, MacOS, PlayStation3 [*1*])

Non resta che iniziare a collaborare e sperare che questo sistema si diffonda e possa portare alla scoperta di nuove cure!

 

[*1*] Ebbene sì, caro giocatore incallito! 🙂
Hai letto bene, anche tu potrai collaborare lasciando accesa la tua PS3!
Tra una partita e l’altra l’applicazione si avvierà automaticamente in modo da non “sprecare” il tempo in cui il processore è inutilizzato!

Silk Road Anonymous Marketplace – Il lato oscuro del web

Esiste un’altra internet. Parallela e anonima. Dove si trova Silk Road, un sito che non esiste, a cui si accede con procedure clandestine e dove con i bitcoin (una valuta virtuale), si può comprare qualsiasi cosa: droga, pornografia, armi, materiale contraffatto e tanto altroNiente è proibito nel Dark Web.

Pochi giorni fa su Repubblica.it lessi questo articolo su Silk Road e la parte sommersa del web. Inutile dire che rimasi stupefatto dalla portata di rivelazioni che esso conteneva. La presenza di un Deep Web (o Dark Web) occulto e inaccessibile con un comune browser mi era del tutto ignota. Ho deciso così di indagare e di fare una immersione nel lato oscuro della rete, una immersione che mi ha riservato non poche sorprese. Prima di continuare vi consiglio di leggere l’articolo linkato sopra per capire a fondo il fenomeno che andremo ad esplorare.

Raggiungere Silk Road non è per nulla difficile e chiunque può farlo, basta installare Tor, un software open source con una storia tutta particolare che sostanzialmente abbatte tutti i cancelli del dark web e permette di navigare nel totale anonimato. I link per il sito in teoria dovrebbero essere nascosti per evitare a chiunque di raggiungere il sito troppo facilmente, in realtà basta andare sulla sua pagina wikipedia per trovare la url del sito con tanto di indicazione: requires Tor. Facile come bere un bicchier d’acqua.

A questo punto basta una semplicissima registrazione che non richiede nemmeno un indirizzo di email e il gioco è fatto. Si apre quella che potrebbe sembrare la home page di un normalissimo sito di e-commerce come Amazon o E-bay, solo con articoli decisamente più particolari. La home page presenta subito il piatto forte di casa: gli stupefacenti. Hashish, eroina, MDMA, cocaina e tutta una serie di fiale e pillole con i nomi più disparati. A sinistra le varie categorie: drugs, apparel (merce contraffatta), books, electronics, medical, XXX… A destra un annuncio inquietante: A new anonymous market The Armory!

Facilmente si può aggiungere al carrello un grammo di chetamina che costa 12.48 bitcoin (circa 48 euro) e che è un bestseller secondo le classifiche, il rating ed i commenti fatti al prodotto. I venditori operano maggiormente in Canada, Germania, Gran Bretagna o Paesi Bassi.

Ma non solo le droghe vanno forte su Silk Road. Libri come Hacking for beginners e The art of cooking with cannabis vendono parecchio, per non parlare dell’antenna Yagi per la ricezione di trasmissioni a banda larga o di una licenza di guida del Texas (gli acquirenti ne sono entusiasti).

Di ben altro tenore saranno probabilmente gli articoli proposti nella sezione Armory che sorgerà presto. Dread Pirate Roberts, il guru fondatore di Silk Road, scrive infatti:

Noi di Silk Road non abbiamo alcuna obiezione morale alla vendita di piccole armi. Crediamo che la possibilità di difendersi sia uno dei capisaldi di una società civile.

Risulta evidente di come l’etica di Silk Road, in realtà tanto celebrata in giro per il sito, abbia parecchie falle non proprio trascurabili. “Non si commercia nulla che possa fare del male agli altri” è il motto , frase che risulta quantomeno ipocrita come molte altre giustificazioni date.

A questo punto però si rende necessario ricordare che navigare nel Deep Web non è affatto un gioco. Comprare o vendere su Silk Road è ILLEGALE e le polizie di mezzo mondo stanno cercando in tutti i modi di porre fine a questo fenomeno per quanto le premesse non rendano ciò troppo facile.

Per altre informazioni sul Deep Web guarda qui, se l’articolo ti è piaciuto condividi!

Francesco Giacalone

La melodia dell’evoluzione!

Come da titolo, oggi vorrei proporre a tutti quanti una riflessione sul cambiamento che la tecnologia ha portato al “settore” musicale!

Il nostro escursus parte da molto lontano, infatti il primo caso in cui si poteva parlare di riproduzione di musica potrebbe essere collocato nel medioevo; in questo periodo, infatti, le corti erano piene di menestrelli che, previa pagamento, suonavano canzoni su richiesta e rallegravano le feste dei nobili!

Ma siccome dare vitto e alloggio a un menestrello non era poi così economico, il passo successivo, facendo un grosso salto, fù proprio l’invenzione del primo supporto di registrazione audio, arrivato proprio grazie allo studio della fisica e dei comportamenti delle onde; il primo macchinario in  grado di leggere dei dischi era il grammofono (erede del Fonografo), grazie al quale si poteva riprodurre le 5 canzoni incise su un lato del disco ogniqualvolta se ne avesse avuto voglia.
La tecnologia in questo caso, diede la possibilità di stampare “in serie” i dischi (grazie al vinile, una resina particolarmente adatta per la lettura attraverso lo sfregamento della testina e sicuramente molto più semplice da modellare rispetto alla ghisa dei cilindri del fonografo) piuttosto che registrarne uno per uno; rendendo così sempre più diffusi, dapprima i JukeBox, e in seguito i giradischi. Erano nati i famosi 33giri e per la prima volta la musica era a disposizione di tutti in maniera relativamente economica!

Anni dopo si diffusero le audiocassette, un sistema completamente diverso di registrazione basato su un nastro magnetizzato che veniva fatto scorrere su una testina di lettura capace di sfruttare le interferenze elettromagnetiche generate dal nastro in modo da produrre delle onde sonore che corrispondevano alla registrazione presente sulla cassetta.

Dopo qualcho anno, grazie all’avvento del digitale si arrivò al  primo compact-disc (anche noto come CD): in linea di principio era come i vecchi dischi in vinile, ma decisamente più compatto! Questo disco permetteva (e permette) di memorizzare al suo interno ben 13-15 tracce nel formato non compresso: circa lo stesso numero di canzoni registrabili su disco in vinile inciso sui due lati, ma occupando uno spazio circa tre volte inferiore!

L’avvento della musica in formato digitale ha portato al fenomeno della copia dei CD nonostante le protezioni che i produttori si sono inventati con il tempo.
Oggi, con la possibilità di scaricare musica legalmente da internet, pagando cifre decisamente più ragionevoli rispetto al CD (circa 9€ per un album contro i 25€ per un CD con le stesse canzoni), si spera che la pirateria in ambito musicale possa tornare ad essere un fenomeno marginale.

Resta da interrogarsi se il fenomeno della pirateria avrebbe potuto non espandersi se i produttori delle case discografiche avessero fissato sin da subito prezzi meno alti e più onesti! (cosa che pare stiano iniziando a fare solamente adesso grazie alle vendite on-line)

E tu cosa ne pensi? Commenta questo post e dì la tua!!!

Viral Breakdown – Twitter e la #granapadana

#granapadana e la rete torna a fremere, l’epicentro di questo terremoto virale e mediatico non può che essere Twitter. Soltanto poche settimane fa la rete faceva i conti con lo scandalo Lusi, l’ex tesoriere della Margherita che in modo quantomeno disinvolto aveva pensato di godersi parte dei finanziamenti pubblici del partito, ma la notizia dell’affaire Belsito, la bufera che ha investito la famiglia Bossi, in poche ore è ha fatto impazzire la rete. Le dimissioni di Bossi da segretario della Lega hanno scatenato gli utenti di Twitter, sempre pronti a commentare con l’ironia che li contraddistingue.

Qui alcuni dei cinguettii più divertenti scelti da wired.it

Su Twitter spopolano hashtag come #legaladrona (uno dei primi trending topics nel nostro Paese),  #asuainsaputa, generica accusa contro tutti i politici coinvolti in scandali finanziari che si difendono sempre dicendo di non saperne nulla come ha fatto anche Bossi, #granapadana, simpatico gioco di parole che riporta al denaro (e al formaggio) del Nord, #belsito, il tesoriere protagonista di tutta la vicenda, e infine, uno dei trending topic di maggior successo, #trota.

PrezziBenzina.it – Condividi Collabora

Ecco il primo post della rubrica “Condividi Collabora“!!!

Oggi parleremo di PrezziBenzina.it, un sito che prova a contrastare il caro-carburanti dando la possibilità agli automobilisti di collaborare l’un l’altro per sapere sempre qual’è il distributore meno caro e più vicino!


(Click per ingrandire)

Tutto il sistema si basa su una specie di google maps (infatti le librerie di google, essendo libere, si possono utilizzare e modificare a piacere), mostrando di fatto la classica cartina, con l’aggiunta però, al posto dei PDI (Punti di Interesse), dei distributori!!!

Cliccando sull’icona di un distributore, si può subito conoscere i prezzi praticati all’ultimo aggiornamento…e qui entra in gioco la Collaborazione!
Infatti, non c’è nessun complicato programma che si occupa di tenere aggiornati i prezzi delle migliaia di benzinai presenti sul territorio italiano; Gli aggiornamenti sono fatti proprio dagli utenti del sito che, ogni qualvolta hanno intenzione di contribuire, possono facilmente inserire i nuovi prezzi aggiornati di un dato distributore!

Ecco allora che, maggiore sarà la voglia di aiutare degli utenti, maggiore sarà l’efficienza del servizio erogato da PrezziBenzina!!!

Il sito tiene lo storico di tutti gli aggiornamenti; in modo da generare, con il tempo, un grafico che ad oggi è un rapido e immediato mezzo per deprimersi!!!
Inoltre sono disponibili altre simpatiche funzioni come:

  • Prezzo più basso in Italia
  • Gestore meno caro
  • Media nazionale
  • Numero di aggiornamenti al giorno
  • Città/Regioni che vengono aggiornate più spesso

e molti altre statistiche che permettono anche al visitatore di rendersi conto dell’efficienza di un servizio che si basa esclusivamente su persone che, in 15 secondi, aggiornano il prezzo del distributore dove si sono appena serviti!

Il sito dispone anche di un’App per diversi dispositivi portatili, attraverso la quale si possono controllare i distributori vicini e anche, eventualmente, aggiornare i prezzi!
Qui sotto due screenshot dell’App, a sinistra la mappa (in verde viene indicato, di volta in volta, il distributore più economico tra quelli presenti sullo schermo) mentre a destra c’è la finestra con le informazioni del benzinaio (nelle impostazioni io ho scelto il filtro “solo diesel”, per questo non c’è il prezzo della benzina)

Da notare che, la funzione di catalogazione dei distributori è molto simile a wikipedia, infatti chiunque può segnalare un nuovo distributore, o modificare la pagina di un’altro…