La melodia dell’evoluzione!

Come da titolo, oggi vorrei proporre a tutti quanti una riflessione sul cambiamento che la tecnologia ha portato al “settore” musicale!

Il nostro escursus parte da molto lontano, infatti il primo caso in cui si poteva parlare di riproduzione di musica potrebbe essere collocato nel medioevo; in questo periodo, infatti, le corti erano piene di menestrelli che, previa pagamento, suonavano canzoni su richiesta e rallegravano le feste dei nobili!

Ma siccome dare vitto e alloggio a un menestrello non era poi così economico, il passo successivo, facendo un grosso salto, fù proprio l’invenzione del primo supporto di registrazione audio, arrivato proprio grazie allo studio della fisica e dei comportamenti delle onde; il primo macchinario in  grado di leggere dei dischi era il grammofono (erede del Fonografo), grazie al quale si poteva riprodurre le 5 canzoni incise su un lato del disco ogniqualvolta se ne avesse avuto voglia.
La tecnologia in questo caso, diede la possibilità di stampare “in serie” i dischi (grazie al vinile, una resina particolarmente adatta per la lettura attraverso lo sfregamento della testina e sicuramente molto più semplice da modellare rispetto alla ghisa dei cilindri del fonografo) piuttosto che registrarne uno per uno; rendendo così sempre più diffusi, dapprima i JukeBox, e in seguito i giradischi. Erano nati i famosi 33giri e per la prima volta la musica era a disposizione di tutti in maniera relativamente economica!

Anni dopo si diffusero le audiocassette, un sistema completamente diverso di registrazione basato su un nastro magnetizzato che veniva fatto scorrere su una testina di lettura capace di sfruttare le interferenze elettromagnetiche generate dal nastro in modo da produrre delle onde sonore che corrispondevano alla registrazione presente sulla cassetta.

Dopo qualcho anno, grazie all’avvento del digitale si arrivò al  primo compact-disc (anche noto come CD): in linea di principio era come i vecchi dischi in vinile, ma decisamente più compatto! Questo disco permetteva (e permette) di memorizzare al suo interno ben 13-15 tracce nel formato non compresso: circa lo stesso numero di canzoni registrabili su disco in vinile inciso sui due lati, ma occupando uno spazio circa tre volte inferiore!

L’avvento della musica in formato digitale ha portato al fenomeno della copia dei CD nonostante le protezioni che i produttori si sono inventati con il tempo.
Oggi, con la possibilità di scaricare musica legalmente da internet, pagando cifre decisamente più ragionevoli rispetto al CD (circa 9€ per un album contro i 25€ per un CD con le stesse canzoni), si spera che la pirateria in ambito musicale possa tornare ad essere un fenomeno marginale.

Resta da interrogarsi se il fenomeno della pirateria avrebbe potuto non espandersi se i produttori delle case discografiche avessero fissato sin da subito prezzi meno alti e più onesti! (cosa che pare stiano iniziando a fare solamente adesso grazie alle vendite on-line)

E tu cosa ne pensi? Commenta questo post e dì la tua!!!

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5 thoughts on “La melodia dell’evoluzione!

  1. “@gtroby @RivoluzDigitale usa twitter gruppo, troppo pochi link, grassetti so and so, dislike paragraphs, tagging OK, more details in comment”

    Per ovvie ragioni su Twitter sono stato troppo sintetico, cerco di espandere qua sotto i punti che sono piu` criptici:

    1. troppo pochi link: menzioni un certo numero di tecnologie, ma linki solo ad alcune, e non mi e’ chiarissimo il criterio con cui lo fai. Secondo me poteva avere senso, a questo punto, linkare tutte, cosi` uno che legge puo` approfondire easily;

    2. grassetti so and so: leggendo al volo e guardando solo i grassetti non si capisce bene sempre di cosa si tratta. Ad esempio, avrei messo “vinile” in grassetto. E quando parli di pirateria musicale, avrei messo “si spera” “tornare ad essere” “fenomeno marginale”;

    3. dislike paragraphs: avrei dovuto dire “so and so”, perche` in fondo la divisione in paragrafi va abbastanza bene. Quello che non mi piace e’ come e’ sviluppato il discorso *dentro* i paragrafi: suggerisco di fare frasi corte. In particolare, ogni qual volta sia possibile, la prima frase dovrebbe un po’ essere la guida del discorso nel paragrafo. In fondo i tuoi paragrafi sono: menestrelli, musica meccanica, audiocassette, compact-disc, musica digitale, pirateria.

    • ok…posso cercare di sistemare l’articolo o devo lasciarlo così?
      Per quanto riguarda i collegamenti ho cercato di linkare solo le tecnologie meno note…però in effetti non è detto che tutti sappiano come funziona, per esempio, un CD…ne terrò conto!
      I grassetti ho già notato, in effetti, che non è poi così banale inserirli che siano significativi, e lo stesso vale per la gestione dei paragrafi…
      Grazie del feedback, cercherò di migliorare!

      • Ti rispondo punto per punto:

        – preferirei se tu lasciassi cosi`. Ho fornito molti dettagli sul tuo post e penso che possa essere utile per altri tuoi compagni di corso vedere il post originale e che cosa ho corretto. Se lo correggi, puo` essere piu` difficile per chi legge correlare il post e le correzioni;

        – all’inizio avevo ipotizzato avessi linkato per notorieta`. Poi, visto il grammofono, a me ignoto, ho lasciato cadere l’ipotesi. Come dici tu sopra per il CD: meglio linkare un po’ di piu` :-);

        – AFAIK “si scrive per paragrafi”. Anni fa ho fatto un corso di Scrittura Tecnica e questa e’ una delle cose su cui avevano insistito di piu`. Il metodo piu` o meno e’ il seguente: si pensa a cosa dire paragrafo per paragrafo; poi si abbozza una prima frase sul tema del paragrafo; infine si scrive il resto del paragrafo intorno a quella frase.

        FWIW, cerco di usare questa tecnica anche quando leggo un testo. Prima leggo i grassetti (se sono presenti) per avere un’idea molto grezza. Poi leggo la prima frase di ogni paragrafo (per avere un’idea di che parla ogni paragrafo). Infine leggo una volta con calma.

        Bye!

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