Condividi Collabora – Folding@Home

Il secondo post della rubrica CondividiCollabora è dedicato al progetto Folding@Home.

Ma di cosa si tratta? e soprattutto, cosa c’entra con questa rubrica?
Troverai la risposta a queste due cruciali domande nelle prossime righe!

Innanzitutto, parlando di Folding@Home, ci riferiamo ad un progetto lanciato dall’Università di Stanford in collaborazione con molte grandi anziende produttrici di componenti hardware, in particolar modo microprocessori, per computer (vedi: Dell, Intel, ATI, Nvidia).
L’iniziativa si pone l’obiettivo di creare una rete di computer, interconnessi tramite un software sviluppato dall’università, a disposizione dalle università per effettuare operazioni di calcolo che altrimenti richiederebbero lunghissimi tempi;
grazie a questo sistema
, è come se le università avessero a loro disposizione un mega-computer contenente migliaia di CPU atto ad gestire ed esguire grandissime moli di dati/calcoli.
Tutto ciò può essere considerata la definizione di “calcolo distribuito”.

Nello specifico, la grandissima potenza di calcolo generata da questa rete, viene sfruttata principalmente per la simulazione dell’avvolgimento (folding) delle proteine.
Questa operazione, seppur possa sembrar banale o inutile, permette invece di studiare il comportamento di proteine coinvolte in malattie come Alzheimer, Parkinson e addirittura alcune tipologie di cancro!

Un esempio di Folding Proteico completato solo in parte, ecco cosa ogni CPU contribuisce a generare.

Vediamo ora quali sono le modalità con cui è possibile dare il proprio contributo.
Abbiamo parlato di un software che gestisce la rete, permettendo ai singoli computer di ricevere una serie di istruzioni, rielaborare e rimandare il tutto al laboratorio di ricerca.
Tale software si può scaricare all’indirizzo: http://folding.stanford.edu/English/Main
Dopo averlo installato, ogni volta che faremo partire questo programma, il nostro computer inizierà subito a dedicare parte della sua CPU per effettuare calcoli ricevuti direttamente da Stanford.
Sarà possibile, inoltre, vedere online le proprie statistiche, ad esempio:

  • numero di operazioni “donate”
  • quantità delle calcoli eseguiti dell’eventuale team a cui si appartiene
  • ammontare di TeraFlop della rete
  • totale delle ricerche completate grazie alle varie piattaforme (Windows, MacOS, PlayStation3 [*1*])

Non resta che iniziare a collaborare e sperare che questo sistema si diffonda e possa portare alla scoperta di nuove cure!

 

[*1*] Ebbene sì, caro giocatore incallito! 🙂
Hai letto bene, anche tu potrai collaborare lasciando accesa la tua PS3!
Tra una partita e l’altra l’applicazione si avvierà automaticamente in modo da non “sprecare” il tempo in cui il processore è inutilizzato!

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