Tutti uguali, per condividere

Peer-to-peer, un termine inglese soggetto a diverse interpretazioni, positive o meno, non sempre corrette! Ma vediamo insieme di cosa stiamo parlando…

Il Peer-to-peer è un’architettura logica ideata per le reti informatiche.
In questa architettura tutti i “nodi” della rete sono allo stesso livello ed equivalenti (peer in inglese); al contrario dell’architettura client-server su cui si basa il Web (cosa ben diversa da Internet, nonostante spesso i due termini vengano confusi!).

La dote principale del peer-to-peer (P2P) è quella di permettere la condivisione di un file sulla rete da parte di tutti gli utenti che ne hanno una copia sul loro computer.
Questo cosa vuol dire? Beh, immaginate di dover scaricare un applicativo per il vostro computer: il file di installazione sarà presente su un server (presumibilmente del proprietario di questo software) che, alla vostra richiesta, vi invierà una copia del file!

Tutto bene fino a quando il server è in grado di inviarvi tale file…ma se per qualche malfunzionamento questo server smettesse di funzionare o avesse problemi di connessione? Il file non sarà accessibile fino al ripristino del nodo non compromesso!
Nasce
quindi l’esigenza, per file di grosse dimensioni, di avere una stabilità maggiore e la possibilità di ottenere il file da qualsiasi utente connesso e in qualsiasi momento: ecco che il P2P trova la sua applicazione!

Esempio di condivisione tramite Peer-to-peer.
Sebbene l'immagine rappresenti un computer più grande, questo non è da confondere con un server, bensì è solamente il computer da cui "parte la condivisione"

Grazie a questa architettura, infatti, chiunque abbia una copia del file in questione, lo mette in condivisione (in seed, nel gergo) e chiunque può mettersi in ricezione e, a piccole parti (solitamente da 4MB, divisi in 256 blocchi), ricostruire l’intero file man mano che lo riceve, anche da utenti diversi (una specie di download in multi-tasking che con la tecnologia client-server non era assolutamente possibile!!!).

Le icone rispettivamente di eMule & uTorrent

Sebbene questa tecnologia (insieme al protocollo BitTorrent su cui si basa) sia nata per nobili ragioni, purtroppo, con il tempo è stata principalmente utilizzata per la condivisione di file in modo non legale!

E’ importante però sapere che eMule, uTorrent e altri di questi programmi che sfruttano tale protocollo NON hanno solamente lo scopo di favorire la pirateria nel campo del software informatico!

Il download di Ubuntu disponibile anche tramite peer-to-peer (torrent).
Clicca per ingrandire l'immagine

Un esempio di uso virtuoso del P2P è Ubuntu: il download di questo sistema operativo è disponibile tramite il classico download dal server del sito, oppure tramite il peer-to-peer!
Nella sezione del sito dedicata ai download è possibile leggere la dicitura: “…in questo modo non intaserai i server della comunità e beneficerai della massima velocità…”

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