Informazioni su @FraGiacalone

Studio Ingegneria Informatica presso il Politecnico di Torino. Partecipo al progetto Rivoluzione Digitale (https://twitter.com/#!/RivoluzDigitale).

Google lancia “Buono a Sapersi” per un utilizzo consapevole della rete

Phishing, cookie, malware, spam… Nella giungla della rete dei fenomeni come questi dovrebbero essere conosciuti, se non a fondo, perlomeno a titolo nozionistico. Proprio per questo motivo Google ha lanciato, in collaborazione con la Polizia di Stato, il portale Buono a Sapersi con l’intento di fornire ai cybernauti alle prime armi quelli che sono i concetti indispensabili per un utilizzo consapevole e maturo del web.

La campagna «Buono a sapersi» di Google ha l’obiettivo di aiutare le persone a stare sicure su Internet e a gestire le informazioni che condividono online. Realizzata in collaborazione con la Polizia di Stato, la campagna fornisce suggerimenti e consigli sulla sicurezza online, offre un aiuto nella comprensione dei dati che gli utenti condividono e sugli strumenti che possono usare per gestire i propri dati.

Oltre all’oppurtunità di consultare un efficace glossario con tutti i termini tecnici maggiormente incontrati navigando online, correlato dai video con le spiegazioni dei ricercatori Google, il sito offre un buon numero di consigli utili su come, ad esempio, scegliere password sicureevitare il malware o gestire i cookie.

Largo spazio è stato dato doverosamente alla gestione dei dati personali sul web. Secondo una recente indagine commissionata da Google a Duepuntozero Doxa l’utente medio è preoccupato dalla fine che potrebbero fare i propri dati una volta caricati in rete.

Del resto gli utenti che usufruiscono di un generico servizio in rete considerano la trasparenza fondamentale e, in questo senso, Mountain View si è mossa nel modo corretto, mettendo in luce i vantaggi che sia i siti web che gli internauti traggono dalle informazioni personali, sottolineando d’altra parte l’impegno a non compromettere la privacy ed a controllare la destinazione di questi dati.

Pur essendo evidente l’intento promozionale di Big G questa rimane una lodevole iniziativa che spinge a riflettere sul rapporto tra Internet e popolazione in Italia, che solo di recente si sta inserendo fra i paesi Internet Friendly. Se il nostro futuro sarà sempre più determinato dalla rivoluzione digitale, perché non insegnare già nelle scuole a diventare cittadini digitali?

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Viral Breakdown – #Brindisi e #terremoto: rabbia e paura corrono su Twitter

Fonte Flickr – Licenza CC (Ph1, Ph2)

Gli ultimi due giorni difficilmente verranno dimenticati in fretta. Il terrificante attentato di Brindisi e il terremoto della scorsa notte hanno suscitato negli italiani le emozioni più diverse: rabbia e sdegno per il vile episodio avvenuto fuori dall’istituto professionale Morvillo Falcone ma anche una rinnovata paura per il terremoto che ha fatto tremare la pianura padana ed ha subito richiamato alla memoria gli eventi accaduti all’Aquila appena tre anni fa. Queste ore stanno confermando in modo terribilmente chiaro come il peso dei social network nell’ecosistema informativo, anche italiano, stia aumentando esponenzialmente.

Gli utenti di Facebook e Twitter non si accontentano più di usare i social network per ricevere notizie passivamente bensì diventano essi stessi protagonisti comunicando i loro stati emotivi. Proprio per questo motivo se si vogliono analizzare a fondo i due tragici eventi, i social media, soprattutto Twitter, non possono essere sottovalutati.

Sono circa le 7.45 di sabato quando davanti all’Istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi si sente un tremendo boato. Tre bombole di gas piazzate davanti a una scuola vengono fatte esplodere proprio mentre i ragazzi stanno per entrare. Melissa Bassi, 16 anni, non ce la fa, una sua compagna è grave, altri sei ragazzi rimangono feriti ma non in pericolo di vita. Per tutta la giornata su Twitter si diffondono sdegno, rabbia, commozione e messaggi di cordoglio alle vittime ed alle loro famiglie (QUI alcuni tweet raccolti da Repubblica.it). #Brindisi e #Melissa balzano subito in testa ai TT e vi rimangono fino a sera, quando l’ultima puntata di Amici e la finale di Champions League catalizzano l’audience dei social network. Grazie a Facebook invece è possibile organizzare e coordinare le manifestazioni in piazza avvenute in quasi tutte le città d’italia.

Poche ore dopo, esattamente alle 4:04, una forte scossa di terremoto di magnitudo 5.9 viene avvertita in Emilia Romagna ed in gran parte del Nordest. Questa scossa rappresenta solo la prima di una serie di scosse, più o meno forti, che continueranno a registrarsi per tutta la giornata di domenica. In questa occasione Twitter rivela tutto il suo potenziale, l’hashtag #terremoto è già TT alle 5:00, quando ancora la notizia non è riportata da nessun sito internet né da nessuna televisione, ogni nuova scossa viene sottolineata da migliaia di tweet.

I primi tweet dopo la scossa

Come nuovi trend si impongono Sant’Agostino e Panaro, due delle località maggiormente colpite del sisma, ma anche il critico musicale Red Ronnie, secondo cui i Maya avevano previsto il terremoto, e Stefano Venturi, segretario della Lega a Rovato, a causa di un post decisamente infelice su Facebook:

Per un ulteriore approfondimento sul rapporto fra Twitter e questi drammatici eventi vi rimando a queste statistiche di Blogmeter.it

Viral Breakdown – Il popolo di Twitter sceglie #Quinta4President

Meritocrazia! In Italia il sistema di valori è molto meno meritocratico di quello di altre società, come quella nord-americane e scandinave, molto più capaci di assicurarsi che la propria classe dirigente sia la migliore possibile. Tuttavia nel pieno della cosiddetta era dei tecnici si può forse sperare in una svolta epocale per il nostro paese.

Alcuni tweet con l’hashtag #Quinta4President

Nel frattempo una svolta epocale è quella messa in atto dal popolo della rete, ed in particolare da blogger ed utenti di Twitter. Da alcuni giorni, infatti, oltre 12mila navigatori hanno aderito alla campagna  Quintarelli 4 president sbocciata sul sito Firmiamo.it per promuovere la candidatura di Stefano Quintarelli a presidente dell’Agcom, l’Autorità Garante delle Comunicazioni.  Stefano Quintarelli (@quinta su Twitter) è un informatico, considerato uno dei pionieri nell’introduzione commerciale di internet in Italia: ha fondato nel 1994 il primo Internet Service Provider commerciale in Italia orientato al mercato professionale I.NET, presieduto associazioni per la sicurezza informatica e degli stessi fornitori di connettività, si è battuto per l’agenda digitale in Italia e per la neutralità della rete e dal 1 aprile 2011 è Direttore dell’Area Digital del Gruppo 24 ORE. Il Corriere della Sera lo ha inserito fra i 30 imprenditori più innovativi in Italia.

Secondo molti vedere Quintarelli all’Agcom sarebbe la dimostrazione che il merito, la preparazione e l’equilibrio valgono ancora qualche cosa nel nostro paese. Tra tweets e commenti risulta evidente come i promotori della campagna ritengano la sua nomina distante anni luce dalle solite pratiche partitocratiche a troppo spesso si è costretti ad assistere. Insomma, Quintarelli è non solo un indipendente vero, ma soprattutto una figura trasversalmente stimata. D’altronde quale persona migliore per trattare temi scottanti come la tutela del copyright online e la riassegnazione delle frequenze televisive all’indomani dell’annullamento del beauty contest?

Stefano Quintarelli (Licenza C.C. – capitaledigitale)

Il vero motore della petizione sono però stati i blog e soprattutto Twitter. L’hashtag #Quinta4President è diventato TT nel pomeriggio del 13 Maggio. Un contributo importante è stato dato anche dalle singole iniziative di nomi noti del web che hanno subito aderito e, tramite i social network, promosso la campagna.

Per riassumere la maratona virale che si è svolta sulla rete ecco un ottimo Storify a cura di Anna Masera (@annamasera).

Clicca sull’immagine per visualizzare lo Storify

Effetto Network vs Effetto Virale – La matematica della comunicazione

Puntiamo i riflettori su un tema sempre molto caro agli operatori del mondo Social (e non solo), parliamo dei modelli matematici che spiegano la diffusione delle informazioni; per molti una buona dimestichezza con questi concetti si è rivelata la chiave di volta alla propagazione di un contenuto, di una campagna o di un video.

In particolare analizzeremo due modelli di comunicazione esemplificativi, con la consapevolezza che i modelli trattati sono empirici e non si ha in questo post la pretesa di tradurre in formule la complessità di una campagna di marketing.

Partecipazione spontanea ed Effetto Network

E’ quella che si ottiene generando un network chiuso. Ossia mettendo n utenti in comunicazione fra loro, creando un forum, una mailing list o una community ad esempio. Affinché tale utente sia interessato a partecipare spontaneamente al network occorre che il network stesso abbia una certa consistenza, un certo valore.

Ma come quantificare il valore di un network? Ci viene in soccorso la legge empirica di Metcalfe, nota anche come “effetto network”.

Il valore di ogni condivisione potenziale è proporzionale al numero N, di individui in grado di connettersi con l’elemento oggetto della condivisione

Un forum, ad esempio, non ha alcuna utilità se gli iscritti sono 2 o 3, mentre inizia ad avere un senso l’iscrizione quando gli utenti sono in numero maggiore. Il valore di un network, infatti, si può approssimativamente stimare basandosi sul numero di reciproche comunicazioni che riesce a generare. Se n utenti partecipano ad un network, le connessioni create sono: n × (n-1) / 2; se n poi è sufficientemente grande è possibile affermare con una certa approssimazione che l’importanza è proporzionale ad n2Stando a quanto detto sinora possiamo affermare che le campagne di comunicazione che prevedono adesione spontanea possono essere modellate con una legge quadratica.

Condivisione ed Effetto Virale

Quando gli utenti non si limitano adaccettare l’invito ad entrare nel, ma divengono essi stessi fonte di diffusione del messaggio il network si evolve e diventa sociale aperto.

In ogni istante il tasso di crescita è proporzionale alla dimensione della popolazione coinvolta. Questo è esattamente ciò che accade con le colture batteriche, non a caso i modelli di diffusione di tal genere sono appunto detti virali.

Quando il tasso è proporzionale alla dimensione, la crescita è di tipo esponenziale, ossia proporzionale ad en.

Il confronto grafico sancisce la straordinaria efficacia dell effetto virale rispetto all’effetto network.

Infine ecco una simpatica infografica che spiega il segreto del successo di un virale a cura di VoltierDigital.com.

Per i virali del momento visita la nostra sezione Viral Breakdown.

Silk Road Anonymous Marketplace – Il lato oscuro del web

Esiste un’altra internet. Parallela e anonima. Dove si trova Silk Road, un sito che non esiste, a cui si accede con procedure clandestine e dove con i bitcoin (una valuta virtuale), si può comprare qualsiasi cosa: droga, pornografia, armi, materiale contraffatto e tanto altroNiente è proibito nel Dark Web.

Pochi giorni fa su Repubblica.it lessi questo articolo su Silk Road e la parte sommersa del web. Inutile dire che rimasi stupefatto dalla portata di rivelazioni che esso conteneva. La presenza di un Deep Web (o Dark Web) occulto e inaccessibile con un comune browser mi era del tutto ignota. Ho deciso così di indagare e di fare una immersione nel lato oscuro della rete, una immersione che mi ha riservato non poche sorprese. Prima di continuare vi consiglio di leggere l’articolo linkato sopra per capire a fondo il fenomeno che andremo ad esplorare.

Raggiungere Silk Road non è per nulla difficile e chiunque può farlo, basta installare Tor, un software open source con una storia tutta particolare che sostanzialmente abbatte tutti i cancelli del dark web e permette di navigare nel totale anonimato. I link per il sito in teoria dovrebbero essere nascosti per evitare a chiunque di raggiungere il sito troppo facilmente, in realtà basta andare sulla sua pagina wikipedia per trovare la url del sito con tanto di indicazione: requires Tor. Facile come bere un bicchier d’acqua.

A questo punto basta una semplicissima registrazione che non richiede nemmeno un indirizzo di email e il gioco è fatto. Si apre quella che potrebbe sembrare la home page di un normalissimo sito di e-commerce come Amazon o E-bay, solo con articoli decisamente più particolari. La home page presenta subito il piatto forte di casa: gli stupefacenti. Hashish, eroina, MDMA, cocaina e tutta una serie di fiale e pillole con i nomi più disparati. A sinistra le varie categorie: drugs, apparel (merce contraffatta), books, electronics, medical, XXX… A destra un annuncio inquietante: A new anonymous market The Armory!

Facilmente si può aggiungere al carrello un grammo di chetamina che costa 12.48 bitcoin (circa 48 euro) e che è un bestseller secondo le classifiche, il rating ed i commenti fatti al prodotto. I venditori operano maggiormente in Canada, Germania, Gran Bretagna o Paesi Bassi.

Ma non solo le droghe vanno forte su Silk Road. Libri come Hacking for beginners e The art of cooking with cannabis vendono parecchio, per non parlare dell’antenna Yagi per la ricezione di trasmissioni a banda larga o di una licenza di guida del Texas (gli acquirenti ne sono entusiasti).

Di ben altro tenore saranno probabilmente gli articoli proposti nella sezione Armory che sorgerà presto. Dread Pirate Roberts, il guru fondatore di Silk Road, scrive infatti:

Noi di Silk Road non abbiamo alcuna obiezione morale alla vendita di piccole armi. Crediamo che la possibilità di difendersi sia uno dei capisaldi di una società civile.

Risulta evidente di come l’etica di Silk Road, in realtà tanto celebrata in giro per il sito, abbia parecchie falle non proprio trascurabili. “Non si commercia nulla che possa fare del male agli altri” è il motto , frase che risulta quantomeno ipocrita come molte altre giustificazioni date.

A questo punto però si rende necessario ricordare che navigare nel Deep Web non è affatto un gioco. Comprare o vendere su Silk Road è ILLEGALE e le polizie di mezzo mondo stanno cercando in tutti i modi di porre fine a questo fenomeno per quanto le premesse non rendano ciò troppo facile.

Per altre informazioni sul Deep Web guarda qui, se l’articolo ti è piaciuto condividi!

Francesco Giacalone

Viral Breakdown – Twitter e la #granapadana

#granapadana e la rete torna a fremere, l’epicentro di questo terremoto virale e mediatico non può che essere Twitter. Soltanto poche settimane fa la rete faceva i conti con lo scandalo Lusi, l’ex tesoriere della Margherita che in modo quantomeno disinvolto aveva pensato di godersi parte dei finanziamenti pubblici del partito, ma la notizia dell’affaire Belsito, la bufera che ha investito la famiglia Bossi, in poche ore è ha fatto impazzire la rete. Le dimissioni di Bossi da segretario della Lega hanno scatenato gli utenti di Twitter, sempre pronti a commentare con l’ironia che li contraddistingue.

Qui alcuni dei cinguettii più divertenti scelti da wired.it

Su Twitter spopolano hashtag come #legaladrona (uno dei primi trending topics nel nostro Paese),  #asuainsaputa, generica accusa contro tutti i politici coinvolti in scandali finanziari che si difendono sempre dicendo di non saperne nulla come ha fatto anche Bossi, #granapadana, simpatico gioco di parole che riporta al denaro (e al formaggio) del Nord, #belsito, il tesoriere protagonista di tutta la vicenda, e infine, uno dei trending topic di maggior successo, #trota.

Viral Breakdown – Rocco Siffredi sindaco

Rocco Siffredi, il famoso pornoattore italiano, candidato sindaco di Palermo? Sul web scoppia il tormentoneIl pornoattore ha però deluso le aspettative dei fans che già lo vedevano con la fascia tricolore sul petto smentendo categoricamente la notizia durante la trasmissione radiofonica La Zanzara, ed ha affermato che “non è il momento di prendere in giro gli italiani”. Pur sentendosi lusingato e ringraziando per le reazioni entusiaste e l’appoggio dimostrato, Siffredi è stato irremovibile: «Per me la politica è davvero una cosa seria – ha detto a La Zanzara – quando deciderò di candidarmi voglio che sia in piena convinzione».

Una vera  doccia fredda per centinaia di entusiasti internauti: la notizia della candidatura di Rocco Siffredi a sindaco di Palermo, che aveva mandato in fibrillazione Web e Social Network alla fine si è rivelata l’ennesima bufala del web.

Infatti la comunità dei social network si era letteralmente scatenata. Su Facebook sono già più di duemila gli iscritti alla pagina “Rocco Siffredi Sindaco di Palermo“, con tanto di frase firmata a nome Rocco: “Cari cittadini, ho deciso di candidarmi perché credo che siete abbastanza stanchi di questa politica falsa e corrotta. E’ giunta l’ora di buttarli tutti fuori. Scegliete voi come, io vi metto a disposizione i miei mezzi“. Anche su Twitter #RoccoSiffredi spopola fra i trending topic e sono centinaia i commenti sull’argomento.

(foto da Facebook)

Francesco Giacalone

Viral Breakdown – KONY 2012


Diamo il via alla rubrica Viral Breakdown con quello che contemporaneamente è stato il video virale più efficace della storia ma forse anche la più grande bufala mai vista in rete, stiamo parlando del video KONY 2012.

Ma partiamo da principio, a partire dalla prima settimana di marzo un video molto toccante si è diffuso tramite i social network, prefigurando una campagna virale di sensibilizzazione senza precedenti.

Ecco il video per chi non l’avesse ancora visto:

(Per attivare i sottotitoli premete le due CC rosse in basso a destra)

Dopo una sola settimana il video Kony 2012 aveva registrato 100 milioni di visite e centinaia di migliaia di persone avevano già acquistato l’ “action kit” visto nel video, tutti contenti di dare il proprio contributo e rendere Joseph Kony famoso.

Ma dopo le migliaglia dollari spese dalle persone che in buona fede volevano sposare la causa, qualche giorno fa è stata diffusa la notizia, poi confermata dall’ambasciatore ugandese, che le cose dette nel video sono quantomeno inesatte se non addirittura largamente manipolate. Sembra infatti che da oltre vent’anni il pericoloso Joseph Kony abbia fatto perdere le proprie tracce.

Pochi giorni dopo ecco un altro colpo di scena, forse l’ultimo. Jason Russell, il 33enne promotore, regista e autore del video, nonchè presidente dell’associazione Invisible Children che ha lanciato la campagna virale, è stato arrestato fa per atti osceni in luogo pubblico, quando è stato trovato nudo, imbottito di alcool e stupefacenti, mentre tentava di accoppiarsi con delle automobili parcheggiate, e ora si trova in una clinica psichiatrica.

Questo episodio mette il luce la straordinaria forza del marketing virale, anche quando si racconta una storia falsa, o come in questo caso, parzialmente vera vent’anni fa.

Francesco Giacalone

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