Download: legale o meno? Scaricando si rischia una scarica di sanzioni?

In tutta Europa il download di materiale protetto è illegale. Questo è stato sancito da numerose leggi, sia europee che italiane. Queste ultime sono tutte raccolte nella legge n. 633 del 22 aprile 1941.
Come ho appreso su euro2001.com, questo il link.

“Articolo 1 :

Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione”.

Articolo 13:

Il diritto esclusivo di riproduzione ha per oggetto la moltiplicazione in copie dell’opera con qualsiasi mezzo, come la copiatura a mano, la stampa, la litografia, la incisione, la fotografia, la fonografia, la cinematografia ed ogni altro procedimento di riproduzione”.

Articolo 17:

Il diritto esclusivo di distribuzione ha per oggetto il diritto di mettere in commercio, di porre in circolazione o comunque a disposizione del pubblico, con qualsiasi mezzo ed a qualsiasi titolo, l’opera o gli esemplari di essa“. ”

Si potrebbe pensare: “Bene, allora scarico da un sito canadese e sono a posto!”.
Nulla di più errato, commettere un’infrazione sulla rete significa commetterla dove si trova il terminale da cui si accede. Quindi, nonostante in Canada il download (ma non l’upload) sia legale (fonte) la legge applicata è quella Italiana, se vi trovate in Italia, francese, se vi trovate in Francia, e così via.

Si trovano siti che permettono di scaricare musica o altro gratuitamente, non durano molto. Per il nostro paese, se il server di questi siti si trova in Italia viene solitamente sequestrato altrimenti, com’è successo con il noto “ThePirateBay” l’accesso all’ip viene interdetto.
A scopo informativo, invito i lettori a visitare PirateBayItalia per apprendere alcuni modi con i quali aggirare le interdizioni IP.

Nel caso di motori di ricerca per file .torrent come Btjunkie e ThePirateBay le procedure di interdizione hanno rasentato l’illegalità, infatti in questo caso il termine “download illegale” è scorretto, poiché questo tipo di file contiene solo informazioni passive che permettono al client di download ( BitTorrent o uTorrent) di rintracciare i file che poi effettivamente vengono scaricati.
Nei casi come Megaupload, dove i server ospitavano fisicamente i file protetti da diritto d’autore, le procedure di “neutralizzazione” sono state invece dovute alla Legge.

Possedere file protetti dal diritto d’autore cui non si è entrato in possesso regolarmente è comunque illegale. 

Scaricare però non lo è sempre .
Il diritto d’autore protegge le opere intellettuali fino a 50 anni dopo la morte dell’autore, scaduti i quali non ci sono più impedimenti di carattere giuridico. Questo spiega ad esempio perché i discendenti di Dante non sono proprietari della Divina Commedia. Generalmente tutto quello che si produce personalmente ci appartiene, se possiamo provare che l’abbiamo ideato prima noi.
Alcune opere vengono rilasciate con particolari license che permettono la loro diffusione sotto determinate condizioni. Una di queste license è la Creative Commons (CC), che fa da egida ad esempio al nostro blog. Per vedere le licenze che proteggono una pagina web è sufficiente scorrere fino in fondo alla pagina e leggere quello che c’è scritto o cercare particolari loghi.

Esempio logo CC, preso dal fondo del nostro sito. Rilasciata con licenza CC, ovviamente.

Le license Creative Commons sono evidenziate da particolari loghi, come quello mostrato in figura.
Su Wikipedia, alla pagina Creative Commons sono elencate e spiegate le diverse tipologie di licenze CC.

Itunes permette di scaricare brani, sotto un piccolo versamento in denaro per brano scaricato. Questo sistema è legale.

Quindi se state scaricando, controllate in fondo al sito che tipo di licenza lo protegge e nel caso ci sia scritto qualcosa del tipo “All Right Reserved” smettete, ma solo se siete bravi cittadini.

Annunci

Come Pinocchio, anche Internet mente.

In passato quando qualcuno aveva un dubbio si rivolgeva  ai propri tutori per ricevere delucidazioni e magari, come accadeva a me, questi lo invitavano a cercare sull’enciclopedia o il dizionario. Ora Internet è diventato il principale archivio di informazioni, e i motori di ricerca sono la prima spiaggia per i cercatori di informazioni.

Personalmente ho sempre sentito parlare bene di Internet, i professori del corso “Rivoluzione Digitale” del Politecnico di Torino ad esempio hanno solo lodi per questa grande invenzione. Esiste però un altro lato della medaglia.
Cercando sulla rete cose a caso mi sono imbattuto in questo (prima in questo, ma mi pareva troppo stringato e poco credibile) articolo su La Stampa.it.
Secondo quanto scritto da La Stampa, nell’ultimo periodo c’è stato un aumento del fenomeno dello spam, con diffusione di false notizie. A quel link si trovano le supposizioni su cosa spinge una persona ad inviare “mail truffa” (dette “Pinocchio”) e suggerisce un modo per difendersi da queste: ovvero attivare un filtro anti-spam, solitamente incorporato nei gestori di posta elettronica. Personalmente non apro mai la cartella “Posta Indesiderata” e non mi è mai capitato di incappare in tranelli informatici (almeno via mail =D).

Letto quell’articolo mi è quindi venuto in mente di cercare opinioni negative riguardo Internet, e in particolar modo sulle informazioni che vi si possono trovare. Mi sono imbattuto in quest’altro articolo su ceifan.org. Ceifan è un sito che tratta peculiarmente la diffusione di informazioni false, e affini, come scritto sulla Home.
In quel post l’autore suggerisce 10 possibili motivi per i quali Internet è inaffidabile, e sono i seguenti:

” 1) Chiunque può pubblicare qualsiasi cosa su internet per qualsiasi scopo e renderlo credibile agli occhi di chi legge.

2) Non esiste alcun controllo su quello che viene pubblicato sulla rete e le falsità non sono rimosse anche se vengono scoperte.

3) Il web è pieno di bufale e di gente che diffonde informazioni false e che lotta strenuamente per diffonderle anche se vengono continuamente sbugiardate.

4) Internet è il luogo ideale dove molte persone cercano di attirare altra gente allo scopo di guadagnare soldi e sopratutto notorietà.

5) La rete è anche il luogo dove tantissime persone diffondono falsità pur di illudere se stessi nel sentirsi utili o speciali.

6) Il web è anche il luogo dove la gente dà sfogo ai propri pregiudizi ed alle proprie paranoie.

7) Sono rari i siti internet che combattono la diffusione delle falsità ed il rapporto tra la diffusione di uno sbugiardamento e di una bufala è di uno a cento.

8) Informazioni fantasiose e sensazionalistiche attirano molto più facilmente le persone rispetto a quelle serie e l’offerta della rete si basa su questo.

9) La quasi totalità della gente non va a controllare le informazioni che legge e tende a ripubblicare le informazioni che la colpisce ovviamente senza alcun controllo.

10) La maggioranza delle persone non ha le capacità per riconoscere le bufale perché è profondamente ignorante in materie scientifiche e storiche.”

Personalmente noto una certa matrice cinico-stoica in questi motivi, quella che segue è chiaramente l’opinione dell’autore del post e sembra essere interessante. Consiglio la lettura. Quello che mi ha divertito di più è stata la parte conclusiva della prima pagina:

“Fanzine, forum e blog non dovrebbero essere utilizzati come fonti per informazioni riguardanti una persona vivente. Materiale scritto o pubblicato dal soggetto stesso dovrebbe essere utilizzato solo se:

– non è contenzioso;
– non coinvolge dichiarazioni di terze parti;
– non coinvolge dichiarazioni su eventi non direttamente correlati al soggetto in questione;
– non c’è un ragionevole dubbio su chi lo abbia scritto;
– l’informazione non è basata principalmente su tali fonti.”

Sono suggerimenti utili per chi volesse iniziare a scrivere post su personaggi realmente esistenti, Wikipedia ad esempio segue più o meno quelle direttive per giudicare l’approvazione o meno di determinati contenuti.

Sempre cercando su Internet informazioni, ho scoperto quest’altra cosuccia su agichina24.it. In Cina è rigorosamente vietato dalla legge l’inventarsi informazioni, ma che gli orientali erano rigidi riguardo la gestione delle informazioni, e quindi Internet, lo si sapeva già.

Per contro, esistono siti web come ad esempio magnaromagna o fuorissimo che invece incoraggiano le false notizie, intese come scherzi ai danni di amici. A questo link ( su magnaromagna) infatti è possibile accedere a un tool online che consente la creazione di Fake News. Mentre a quest’altro ( su fuorissimo) c’è l’analogo via mail. Provare per credere.
Basta “pasticciare” con Google ( Notizie false su internet, ad esempio) per trovare siti come questi, o informazioni che ne denunciano l’operato.
Banalmente, non credo che il problema delle false informazioni sia un reale problema. Sarebbe sufficiente cercare su Google diverse fonti che affermano una stessa cosa per vedere se effettivamente è attendibile o meno. Ovviamente dipende anche la natura di queste fonti, La Stampa è difficile che menta.
Un po’ meno banalmente il problema è effettivamente reale ( =P), le persone difficilmente hanno “voglia” di mettersi a cercare, basta aprire un social network ( tipo Facebook) per trovare ignari diffusori di false notizie o magari di truffe.
Quando ero piccolo, se mia madre non mi diceva il significato della parola richiesto solitamente facevo spallucce e evitavo chiaramente di aprire il dizionario. Per fortuna poi sono diventato un pochino più saggio.

Dateci la vostra opinione, magari sui 10 punti sopra citati.

See ya

 

Print a Home – Per fare una casa? Basta la stampante!

Pagina 4 Metronews, particolare, Torino14/05/'2012

Pagina 4 Metronews, particolare, Torino14/05/’2012
Riproducibile grazie alla legge USA sul Fair Use.

Sul Metronews di Torino di questa mattina, disponibile sia in formato digitale a quel link che in cartaceo in giro per Torino e provincia,  c’era un’articolo a pagina 4 riguardo le stampanti 3D. Gli architetti Danesi della eentileen sono riusciti in sole quattro settimane, utilizzando circa 820 fogli di compensato ricavati esclusivamente da foreste certificate finlandesi, a “stampare” letteralmente un’abitazione. Il nome del progetto è “Print a Home”. Questo edificio si trova a circa 60 Km a Nord di Copenaghen ed è il nuovo baluardo delle costruzioni eco-friendly, ovvero rispettose dell’ambiente. Come riporta l’articolo, non sono stati necessari betoniere o gru o altri macchinari pesanti ma semplicemente un computer e un progetto digitale. Gli architetti hanno progettato l’edificio e inserito i dati digitali in una stampante CNC, un macchinario grosso all’incirca quanto una stanza e dotato di apposita strumentazione che consente di tagliare e ridimensionare i blocchi di compensato riducendo gli scarti e ottimizzando così l’utilizzo delle risorse.Per aumentare l’efficienza in termini di impatto ambientale l’edificio è stato inoltre dotato di pannelli solari.
Questo articolo in Inglese sull’Economist mette in luce molto bene le implicazioni della stampa 3D. Google translate lo traduce quasi decentemente ( vedere per credere). Nel caso ci siano problemi di comprensione dall’inglese, avvisatemi pure tramite commento e mi premurerò di tradurlo quanto prima (spero vivamente non succeda e ovviamente i commenti di Simone Basso non contano. :P).

Con la strumentazione di stampa 3D è quindi possibile ridurre non solo i costi di costruzione di un’edificio, ma anche il tempo e l’impiego di risorse naturali e il loro inquinamento. E queste sono le implicazioni più ovvie. La cosa davvero fantastica però è che questa nuova tecnologia avvicina sempre più l’uomo all’idea: “penso, creo”.
Basta avere in testa un progetto, dare le istruzioni alla macchina et voilà, quella lo realizza.
Da qui nasce sicuramente il problema sul fronte economico, come scritto su Economist. Cosa ne sarà del commercio una volta che tutti gli oggetti saranno riproducibili? Solo adesso una stampante 3D modesta costa circa un migliaio di euro, col tempo i prezzi si abbassano quindi non è difficile pensare che le stampanti si diffonderanno come i computer. A quel punto il concetto di mercato mondiale subirà probabilmente un cambiamento radicale.

Per chi fosse interessato alla stampa 3D,
il blog 3dprinter4all ( seguibile anche su twitter all’handle: @3dprinter4all) tratta molto più approfonditamente il tema.
Sulla rete è inoltre disponibile il sito WikiHouse, che si presenta testualmente così:

WikiHouse is an open source construction set. It’s aim is to allow anyone to design, download, and ‘print’ CNC-milled houses and components, which can be assembled with minimal formal skill or training.”

Tradotto:
WikiHouse è impostato sulla costruzione open source. Il suo obiettivo è quello di permettere a chiunque di progettare, scaricare e ‘stampare’  tramite stampanti CNC-fresa case e componenti , che possono essere assemblati con un minimo di abilità o allenamento.

Sostanzialmente un sito di sharing di progetti di abitazioni gratuito e per tutti. Si raggiungono nuovi livelli di condivisione, si parla di edifici interi!

Su inhabitat.com si possono trovare, sempre in Inglese, ulteriori informazioni riguardo la costruzione di edifici tramite Stampante 3D, ad esempio a questo indirizzo, oppure a quest’altro.

Commenti, opinioni ecc. sono ben accetti. Buon proseguimento!

Banca della Memoria – Preservare il passato

Cosa rimane del passato oltre ai documenti scritti?

Il tempo passa e il ricordo di particolari eventi o luoghi svanisce con le persone che li hanno vissuti e visitati. Esistono i documenti scritti che però sono lontani dall’umanità di un racconto, dal sedersi su una sedia per ascoltare qualcuno che racconta episodi della propria infanzia, di luoghi la cui realtà è cambiata radicalmente nell’ultimo secolo.
Sostituire la presenza fisica di una persona è difficile se non impossibile.
Grazie alla rivoluzione tecnologica è stato possibile avviare progetti come Memoro.
Chiunque, rispettando opportune regole, può registrare tramite dispositivi video, o anche semplicemente audio, circa 10 minuti di racconti offerti da persone vissute nella prima metà del ‘900. Possono essere racconti relativi alle Grandi Guerre o semplicemente ricette culinarie.

In questo modo si evita, almeno in parte e almeno finché i supporti digitali resistono, quella perdita culturale a livello mondiale.
Memoro è solo uno dei tanti progetti su questa linea tematica.
In Italia, molte province hanno aderito o creato progetti analoghi.

Per un più comodo accesso a queste banche della memoria basta digitare su Youtube “Banca della Memoria e subito compaiono decine di filmati di anziani ansiosi di raccontare.

Guardare un video la maggior parte delle volte è molto più semplice che leggere un libro e data la natura dei contenuti molto più appropriato. La carta non sostituisce il tono di chi racconta, le sue espressioni facciali e tutte quelle emozioni che prova e che forse riesce a comunicare tramandando non solo conoscenza ma anche emozioni.

Sempre su youtube, non è difficile trovare video che catalogano l’esistenza o semplicemente condividono attimi della vita di qualcuno, questo mostra come Internet possa diventare ben presto il luogo in cui riporre tutta la conoscenza e lo spirito di condivisione dell’uomo.

Alle persone piace essere ricordate e alla rete piace ricordare. Uno scambio equo insomma.

Il futuro dell’Elettronica

Nel 2004  Andre Geim e Konstantin Novoselov, due fisici dell’Università di Manchester, scoprirono il grafene, sostanza che nel 2010 gli valse il premio Nobel per la Fisica. Ma che cos’è?

-Il più resistente materiale mai scoperto, 100 volte più resistente dell’acciaio;
-Uno straordinario conduttore elettrico, al pari del rame;
Quasi trasparente, ma talmente denso che nemmeno l’elio, il più piccolo gas atomico, può attraversarlo;
Sottilissimo, lo spessore è pari a quello di un atomo;
Ultra sensibile alle variazioni in ambito microscopico.


Dove si trova
?

Nelle comunissime matite che vengono utilizzate dal XVI secolo.

Come si ottiene
?

1) Armarsi di scotch, matita e di buona volontà;
2)
Far aderire la punta della matita allo scotch, e poi toglierla sincerandosi che la grafite si sia depositata;
3)
Ripiegare dalla parte appiccicosa lo scotch, chiudendola come se si piegasse un foglio di carta;
4)
Riaprire lo scotch;
5)
Ripetere  i punti 3 e 4 più volte fino ad ottenere un solo strato di grafite ( ovvero il grafene).

 

Com’è fatto?
Image

Uno strato di grafene

Il Grafene è costituito da un solo strato di atomi di carbonio disposti sullo stesso piano che formano celle esagonali.
Nel caso ci siano imperfezioni riguardo gli angoli con cui si legano gli atomi ( e che quindi le celle diventino pentagonali o ottagonali) si forma un altro composto detto Fullerene la cui forma ricorda un pallone da calcio.


A cosa può servire?

Le possibili applicazioni del grafene sono molteplici ed essendo appena stato scoperto probabilmente non se ne comprendono ancora tutte le potenzialità.

“Siamo all’inizio di un nuovo paradigma.
E’ difficile capire cosa potremo fare con questo materiale.
Immaginatevi 100 anni fa quando trovarono le fantastiche proprietà dei polimeri: nessuno sapeva cosa farci.
Vent’anni dopo iniziò a diffondersi la plastica. Penso che il grafene potrebbe cambiare la nostra vita come fece la plastica”
ha affermato Andre Geim

Grazie alla sua conducibilità il grafene ci permetterebbe di ottenere computer velocissimi  (computer quantistici, nano-transistor superconduttivi, dispositivi quantistici ad un elettrone);
– La sua sottigliezza e trasparenza permetterebbero la creazione di impianti fotovoltaici con prestazioni infinitamente superiori rispetto a quelli moderni ( più altre applicazioni in ambiti in cui sia presente la luce);
– Sempre grazie alla sua sottigliezza, aggiunta all’incredibile resistenza, sarà possibile probabilmente realizzare schermi ultrasottili che potrebbero andare a sostituire gli odierni touch screen e magari i giornali ( possibile risposta a uno dei post precedenti di Roberto: “Internet ha ucciso i giornali” )
– Considerate le sue proprietà microscopiche non sono esclusi impieghi nell’ambito biomedico.
Inserito nella plastica consentirebbe la creazione di materiali leggeri e sottili ma resistenti agli urti e alle alte temperature ( usarsi nei satelliti, negli aerei o nelle auto).
– Grazie alla sua sensibilità a livello atomico potrebbe essere utilizzato per costruire sensori anti-inquinamento;
– Unito all’idrogeno diventa un ottimo isolante, il grafano.
– Ecc, ecc, ecc…

Questo video, in Inglese, spiega in modo molto simpatico la maggior parte delle cose scritte sopra.

La traduzione in italiano, cui ha gentilmente collaborato il signor Vittorio Fornero ( che ha minacciato di citarmi in tribunale qualora non lo avessi citato) è questa qui.


Prova a immaginarti questo:

Sei stato sbattuto in una stanza squallida, e ti è stato detto che non puoi andartene finchè non hai creato il materiale più sottile che l’uomo conosca.
E non solo. Deve anche essere il più resistente, il miglior termoconduttore, e capace di condurre elettricità quanto il rame.
Lo so, sembra una situazione disperata… ma per fortuna, tu sai qualcosa sulla nanotecnologia.
Tu sai che dei dispositivi molto, molto piccoli usano materiali che sono più piccoli di 100 nanometri. Ovviamente non devo essere io a dirtelo: un nanometro è un miliardesimo di un metro. È all’incirca la dimensione di 10 atomi. Ma come puoi creare qualcosa di così piccolo?
È ora di tirar fuori il MacGyver! Ti serviranno:
-una matita
-del nastro adesivo
e una sana dose di olio di gomito.
Una matita non contiene piombo, ma grafite, che consiste in lamine di carbonio in reticoli esagonali. Quanto scrivi, strati di grafite scivolano via dalla punta della matita e aderiscono alla carta. Di solito diversi strati sono sovrapposti uno sull’altro, ma una volta ogni tanto si ottiene un singolo strato di atomi di carbonio, e questo è chiamato Grafene.
Nel 2004 Andre Geim e Konstantin Novaselov crearono il Grafene usando nient’altro che grafite e nastro adesivo. Misero una scaglia di grafite sul nastro, lo piegarono in due, e divisero a metà la scaglia. Ripeterono questa procedura un certo numero di volte, e quindi studiarono i frammenti risultanti. A loro sorpresa, scoprirono che alcuni dei frammenti erano spessi un solo atomo!
Questo risultato fu particolarmente inaspettato perchè si pensava che un singolo strato di grafite non sarebbe stato chimicamente stabile, specialmente a temperatura ambiente.
Il Grafene conduce elettroni più velocemente di qualunque altra sostanza a temperatura ambiente, questo per via della qualità straordinaria del reticolo di carbonio. Gli scienziati non hanno ancora trovato neppure un solo atomo fuori posto nel Grafene! Poiché gli elettroni non sono dispersi da difetti del reticolo, si muovono così velocemente che per comprendere il loro movimento è necessario usare la relatività di Einstein.
E questo reticolo perfetto è creato dai forti, benchè flessibili, legami tra gli atomi di Carbonio, rendendo il materiale pieghevole, ma più duro del diamante!
Il Grafene è incredibilmente resistente! Se si potesse mettere in equilibrio un elefante su una matita, e sostenere la matita col Grafene, quest’ultimo non si romperebbe. La matita sì ovviamente…
Per la loro scoperta, Geim e Novaselov vinsero il premio Nobel per la Fisica nel 2010. E questo è solo l’inizio per il Grafene! Gli scienziati sono al lavoro per poter sfruttare le sue proprietà uniche, per creare touch-screen sottili, flessibili e trasparenti, computer più piccoli, veloci e energeticamente efficienti, materiali compositi resistenti, e celle solari più efficienti.
E ora prova a riflettere: questo è solo un aspetto della nanotecnologia! Quindi, per poter pensare in grande, devi prima considerare il molto piccolo. ”

Fonti:

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2012/01/24/news/all-aquila-si-studiano-i-computer-del-futuro-con-la-novita-grafene-5565711

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_febbraio_15/grafene-caruso_5f5e0cf2-57b3-11e1-8cd8-b2fbc2e45f9f.shtml

http://www.tokum.it/hardware/grafene-il-futuro-dellelettronica/

How to Be a Wikipedian

Un “Wikipediano” è qualcuno che ama “  Wikipedia, the free encyclopedia that anyone can edit”, e che passa il tempo libero, o almeno una parte, ricavando informazioni e contribuendovi. Alcuni lo vedono come un hobby; altri come uno stile di vita; altri ancora come una sorta di metodo non ortodosso di autodidattismo. Ma come diventare un Wikipediano? Semplice!

Passi

1) Impara a conoscere Wikipedia. Il motto di Wikipedia è “the free encyclopedia that anyone can edit” ( L’enciclopedia libera che chiunque può modificare). Questo significa due cose:

    • Wikipedia è effettivamente un’enciclopedia. Come Britannica, è pensata per fornire una conoscenza dettagliata su un argomento, più di quanto possa fare un dizionario, meno di quanto un intero libro sul tema. Nota a margine: possedere le fonti in una descrizione è cruciale per l’accuratezza di Wikipedia. Se così non fosse, non dovresti citare. Semplice.
    • Wikipedia può, è stata e sarà vandalizzata. E’, dopotutto, un’enciclopedia che chiunque può modificare. Per esempio, il 29/10/’08, uno sconosciuto Wikipediano ha cercato “wikipedia” su Wikipedia trovando solo “un pezzo di *****” per descrizione. Chi ha fatto questo dovrebbe essere – e probabilmente è così – escluso dal contribuire al sito di nuovo; questo fatto mostra che anche l’articolo più completo su qualcosa può essere vandalizzato. Perciò, attenzione!

2) Mettila nei Segnalibri, e cerca di riservare una cartella per gli articoli d’interesse su Wikipedia. Potreste essere sorpresi da quante volte vi servite di Wikipedia. Wikipedia se si trova lì è solo un clic, e non 20-qualcosa lettere. Inoltre, è probabile trovare alcune cose interessanti su Wikipedia. Qui ci sono alcuni link ad alcune cose molto interessanti:

3) Inizia a visitarla spesso. Rivisita vecchie pagine, premi “ Articolo casuale” cento volte, o magari gioca a Wiki Wars, descritto sotto. Aumenterai il tuo QI drammaticamente facendolo, e chi lo sa? Forse, solo forse, troverai la tua passione in uno di questi articoli.

    • OPZIONALE: Regole per Wiki Wars;
    • Premi “Articolo casuale” una volta;
    • Apri una nuova scheda, vai su Wikipedia, e premi “Articolo casuale” di nuovo;
    • Continua a cliccare i link di una delle schede fino a che non trovi l’articolo visualizzato nell’altra (no, non puoi usare la casella di ricerca).

4) Inizia a contribuire! Quando avrete trovato un argomento sul quale vi piacerebbe condividere la vostra conoscenza, iniziate a fare qualche ricerca&crea qualche articolo. Alternativamente, alcune persone puliscono anche i vecchi articoli e alcuni di essi hanno bisogno di essere tradotti, etc. Dopotutto, non tutti al mondo sono sufficientemente intelligenti da poter gettare luce su un solo argomento, ecco perché ci sono così tanti pezzi di articoli sparsi qua e là. Eventualmente, vi solleverete attraverso il sistema, e forse diventerete anche amministratori grazie al vostro lavoro.

Avvertenze

  • Di nuovo, non fidatevi di articoli senza fonti citate. Questa non è una cosa da prendere con leggerezza. Senza fonti, chiunque può aver scritto l’articolo, anche il vostro peggior nemico.
  • Per argomenti controversi, anche se ci sono fonti, controllate quelle disponibili. Le fonti sono di parte? Chi lo sa. Quando cercate qualcosa come marijuana o Joseph Stalin, è sempre meglio controllare perché l’articolo è scritto in quel modo. Il modo miglio per farlo è controllare le fonti.
  • Wikipedia non garantisce un’educazione professionale.Non fate gli idioti. Che vi piaccia o no, Wikipedia può sbagliare su qualunque cosa, proprio come una persona. Non cercate “gravidanza” su Wikipedia se qualcuno nella stanza sta per avere un bambino; non cercate “pronto soccorso” se il vostro braccio è profondamente ferito. Prendete contatto con un dottore, etc., per farvi aiutare.
    • Questa regola vale per tutte le eniclopedie, non solo per Wikipedia. Sebbene con Wikipedia ci sia la possibilità d’informazioni inaffidabili, nessuna encyclopedia sulla Terra vi può concedere la saggezza per salvare un paziente che ha avuto un attacco di cuore dalla morte. Lo scriverò di nuovo: Se avete bisogno di aiuto professionale, richiedetelo.
  • Wikipedia non dovrebbe essere la vostra unica fonte per documenti importanti. Se state scrivendo una tesi, per esempio, mettete da parte Wikipedia – anche se è giusta-, altrimenti sarete guardati con disprezzo da chi la leggerà. E’ un dato di fatto. Non c’è nessuno che non è sospettoso di qualcosa che può essere ottenuta facilmente e senza ragguardevoli sforzi.

Tradotto ( più o meno) da wikiHow.