Viral Breakdown – Rocco Siffredi sindaco

Rocco Siffredi, il famoso pornoattore italiano, candidato sindaco di Palermo? Sul web scoppia il tormentoneIl pornoattore ha però deluso le aspettative dei fans che già lo vedevano con la fascia tricolore sul petto smentendo categoricamente la notizia durante la trasmissione radiofonica La Zanzara, ed ha affermato che “non è il momento di prendere in giro gli italiani”. Pur sentendosi lusingato e ringraziando per le reazioni entusiaste e l’appoggio dimostrato, Siffredi è stato irremovibile: «Per me la politica è davvero una cosa seria – ha detto a La Zanzara – quando deciderò di candidarmi voglio che sia in piena convinzione».

Una vera  doccia fredda per centinaia di entusiasti internauti: la notizia della candidatura di Rocco Siffredi a sindaco di Palermo, che aveva mandato in fibrillazione Web e Social Network alla fine si è rivelata l’ennesima bufala del web.

Infatti la comunità dei social network si era letteralmente scatenata. Su Facebook sono già più di duemila gli iscritti alla pagina “Rocco Siffredi Sindaco di Palermo“, con tanto di frase firmata a nome Rocco: “Cari cittadini, ho deciso di candidarmi perché credo che siete abbastanza stanchi di questa politica falsa e corrotta. E’ giunta l’ora di buttarli tutti fuori. Scegliete voi come, io vi metto a disposizione i miei mezzi“. Anche su Twitter #RoccoSiffredi spopola fra i trending topic e sono centinaia i commenti sull’argomento.

(foto da Facebook)

Francesco Giacalone

Viral Breakdown – KONY 2012


Diamo il via alla rubrica Viral Breakdown con quello che contemporaneamente è stato il video virale più efficace della storia ma forse anche la più grande bufala mai vista in rete, stiamo parlando del video KONY 2012.

Ma partiamo da principio, a partire dalla prima settimana di marzo un video molto toccante si è diffuso tramite i social network, prefigurando una campagna virale di sensibilizzazione senza precedenti.

Ecco il video per chi non l’avesse ancora visto:

(Per attivare i sottotitoli premete le due CC rosse in basso a destra)

Dopo una sola settimana il video Kony 2012 aveva registrato 100 milioni di visite e centinaia di migliaia di persone avevano già acquistato l’ “action kit” visto nel video, tutti contenti di dare il proprio contributo e rendere Joseph Kony famoso.

Ma dopo le migliaglia dollari spese dalle persone che in buona fede volevano sposare la causa, qualche giorno fa è stata diffusa la notizia, poi confermata dall’ambasciatore ugandese, che le cose dette nel video sono quantomeno inesatte se non addirittura largamente manipolate. Sembra infatti che da oltre vent’anni il pericoloso Joseph Kony abbia fatto perdere le proprie tracce.

Pochi giorni dopo ecco un altro colpo di scena, forse l’ultimo. Jason Russell, il 33enne promotore, regista e autore del video, nonchè presidente dell’associazione Invisible Children che ha lanciato la campagna virale, è stato arrestato fa per atti osceni in luogo pubblico, quando è stato trovato nudo, imbottito di alcool e stupefacenti, mentre tentava di accoppiarsi con delle automobili parcheggiate, e ora si trova in una clinica psichiatrica.

Questo episodio mette il luce la straordinaria forza del marketing virale, anche quando si racconta una storia falsa, o come in questo caso, parzialmente vera vent’anni fa.

Francesco Giacalone

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