Silk Road Anonymous Marketplace – Il lato oscuro del web

Esiste un’altra internet. Parallela e anonima. Dove si trova Silk Road, un sito che non esiste, a cui si accede con procedure clandestine e dove con i bitcoin (una valuta virtuale), si può comprare qualsiasi cosa: droga, pornografia, armi, materiale contraffatto e tanto altroNiente è proibito nel Dark Web.

Pochi giorni fa su Repubblica.it lessi questo articolo su Silk Road e la parte sommersa del web. Inutile dire che rimasi stupefatto dalla portata di rivelazioni che esso conteneva. La presenza di un Deep Web (o Dark Web) occulto e inaccessibile con un comune browser mi era del tutto ignota. Ho deciso così di indagare e di fare una immersione nel lato oscuro della rete, una immersione che mi ha riservato non poche sorprese. Prima di continuare vi consiglio di leggere l’articolo linkato sopra per capire a fondo il fenomeno che andremo ad esplorare.

Raggiungere Silk Road non è per nulla difficile e chiunque può farlo, basta installare Tor, un software open source con una storia tutta particolare che sostanzialmente abbatte tutti i cancelli del dark web e permette di navigare nel totale anonimato. I link per il sito in teoria dovrebbero essere nascosti per evitare a chiunque di raggiungere il sito troppo facilmente, in realtà basta andare sulla sua pagina wikipedia per trovare la url del sito con tanto di indicazione: requires Tor. Facile come bere un bicchier d’acqua.

A questo punto basta una semplicissima registrazione che non richiede nemmeno un indirizzo di email e il gioco è fatto. Si apre quella che potrebbe sembrare la home page di un normalissimo sito di e-commerce come Amazon o E-bay, solo con articoli decisamente più particolari. La home page presenta subito il piatto forte di casa: gli stupefacenti. Hashish, eroina, MDMA, cocaina e tutta una serie di fiale e pillole con i nomi più disparati. A sinistra le varie categorie: drugs, apparel (merce contraffatta), books, electronics, medical, XXX… A destra un annuncio inquietante: A new anonymous market The Armory!

Facilmente si può aggiungere al carrello un grammo di chetamina che costa 12.48 bitcoin (circa 48 euro) e che è un bestseller secondo le classifiche, il rating ed i commenti fatti al prodotto. I venditori operano maggiormente in Canada, Germania, Gran Bretagna o Paesi Bassi.

Ma non solo le droghe vanno forte su Silk Road. Libri come Hacking for beginners e The art of cooking with cannabis vendono parecchio, per non parlare dell’antenna Yagi per la ricezione di trasmissioni a banda larga o di una licenza di guida del Texas (gli acquirenti ne sono entusiasti).

Di ben altro tenore saranno probabilmente gli articoli proposti nella sezione Armory che sorgerà presto. Dread Pirate Roberts, il guru fondatore di Silk Road, scrive infatti:

Noi di Silk Road non abbiamo alcuna obiezione morale alla vendita di piccole armi. Crediamo che la possibilità di difendersi sia uno dei capisaldi di una società civile.

Risulta evidente di come l’etica di Silk Road, in realtà tanto celebrata in giro per il sito, abbia parecchie falle non proprio trascurabili. “Non si commercia nulla che possa fare del male agli altri” è il motto , frase che risulta quantomeno ipocrita come molte altre giustificazioni date.

A questo punto però si rende necessario ricordare che navigare nel Deep Web non è affatto un gioco. Comprare o vendere su Silk Road è ILLEGALE e le polizie di mezzo mondo stanno cercando in tutti i modi di porre fine a questo fenomeno per quanto le premesse non rendano ciò troppo facile.

Per altre informazioni sul Deep Web guarda qui, se l’articolo ti è piaciuto condividi!

Francesco Giacalone

La melodia dell’evoluzione!

Come da titolo, oggi vorrei proporre a tutti quanti una riflessione sul cambiamento che la tecnologia ha portato al “settore” musicale!

Il nostro escursus parte da molto lontano, infatti il primo caso in cui si poteva parlare di riproduzione di musica potrebbe essere collocato nel medioevo; in questo periodo, infatti, le corti erano piene di menestrelli che, previa pagamento, suonavano canzoni su richiesta e rallegravano le feste dei nobili!

Ma siccome dare vitto e alloggio a un menestrello non era poi così economico, il passo successivo, facendo un grosso salto, fù proprio l’invenzione del primo supporto di registrazione audio, arrivato proprio grazie allo studio della fisica e dei comportamenti delle onde; il primo macchinario in  grado di leggere dei dischi era il grammofono (erede del Fonografo), grazie al quale si poteva riprodurre le 5 canzoni incise su un lato del disco ogniqualvolta se ne avesse avuto voglia.
La tecnologia in questo caso, diede la possibilità di stampare “in serie” i dischi (grazie al vinile, una resina particolarmente adatta per la lettura attraverso lo sfregamento della testina e sicuramente molto più semplice da modellare rispetto alla ghisa dei cilindri del fonografo) piuttosto che registrarne uno per uno; rendendo così sempre più diffusi, dapprima i JukeBox, e in seguito i giradischi. Erano nati i famosi 33giri e per la prima volta la musica era a disposizione di tutti in maniera relativamente economica!

Anni dopo si diffusero le audiocassette, un sistema completamente diverso di registrazione basato su un nastro magnetizzato che veniva fatto scorrere su una testina di lettura capace di sfruttare le interferenze elettromagnetiche generate dal nastro in modo da produrre delle onde sonore che corrispondevano alla registrazione presente sulla cassetta.

Dopo qualcho anno, grazie all’avvento del digitale si arrivò al  primo compact-disc (anche noto come CD): in linea di principio era come i vecchi dischi in vinile, ma decisamente più compatto! Questo disco permetteva (e permette) di memorizzare al suo interno ben 13-15 tracce nel formato non compresso: circa lo stesso numero di canzoni registrabili su disco in vinile inciso sui due lati, ma occupando uno spazio circa tre volte inferiore!

L’avvento della musica in formato digitale ha portato al fenomeno della copia dei CD nonostante le protezioni che i produttori si sono inventati con il tempo.
Oggi, con la possibilità di scaricare musica legalmente da internet, pagando cifre decisamente più ragionevoli rispetto al CD (circa 9€ per un album contro i 25€ per un CD con le stesse canzoni), si spera che la pirateria in ambito musicale possa tornare ad essere un fenomeno marginale.

Resta da interrogarsi se il fenomeno della pirateria avrebbe potuto non espandersi se i produttori delle case discografiche avessero fissato sin da subito prezzi meno alti e più onesti! (cosa che pare stiano iniziando a fare solamente adesso grazie alle vendite on-line)

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