Effetto Network vs Effetto Virale – La matematica della comunicazione

Puntiamo i riflettori su un tema sempre molto caro agli operatori del mondo Social (e non solo), parliamo dei modelli matematici che spiegano la diffusione delle informazioni; per molti una buona dimestichezza con questi concetti si è rivelata la chiave di volta alla propagazione di un contenuto, di una campagna o di un video.

In particolare analizzeremo due modelli di comunicazione esemplificativi, con la consapevolezza che i modelli trattati sono empirici e non si ha in questo post la pretesa di tradurre in formule la complessità di una campagna di marketing.

Partecipazione spontanea ed Effetto Network

E’ quella che si ottiene generando un network chiuso. Ossia mettendo n utenti in comunicazione fra loro, creando un forum, una mailing list o una community ad esempio. Affinché tale utente sia interessato a partecipare spontaneamente al network occorre che il network stesso abbia una certa consistenza, un certo valore.

Ma come quantificare il valore di un network? Ci viene in soccorso la legge empirica di Metcalfe, nota anche come “effetto network”.

Il valore di ogni condivisione potenziale è proporzionale al numero N, di individui in grado di connettersi con l’elemento oggetto della condivisione

Un forum, ad esempio, non ha alcuna utilità se gli iscritti sono 2 o 3, mentre inizia ad avere un senso l’iscrizione quando gli utenti sono in numero maggiore. Il valore di un network, infatti, si può approssimativamente stimare basandosi sul numero di reciproche comunicazioni che riesce a generare. Se n utenti partecipano ad un network, le connessioni create sono: n × (n-1) / 2; se n poi è sufficientemente grande è possibile affermare con una certa approssimazione che l’importanza è proporzionale ad n2Stando a quanto detto sinora possiamo affermare che le campagne di comunicazione che prevedono adesione spontanea possono essere modellate con una legge quadratica.

Condivisione ed Effetto Virale

Quando gli utenti non si limitano adaccettare l’invito ad entrare nel, ma divengono essi stessi fonte di diffusione del messaggio il network si evolve e diventa sociale aperto.

In ogni istante il tasso di crescita è proporzionale alla dimensione della popolazione coinvolta. Questo è esattamente ciò che accade con le colture batteriche, non a caso i modelli di diffusione di tal genere sono appunto detti virali.

Quando il tasso è proporzionale alla dimensione, la crescita è di tipo esponenziale, ossia proporzionale ad en.

Il confronto grafico sancisce la straordinaria efficacia dell effetto virale rispetto all’effetto network.

Infine ecco una simpatica infografica che spiega il segreto del successo di un virale a cura di VoltierDigital.com.

Per i virali del momento visita la nostra sezione Viral Breakdown.

Viral Breakdown – KONY 2012


Diamo il via alla rubrica Viral Breakdown con quello che contemporaneamente è stato il video virale più efficace della storia ma forse anche la più grande bufala mai vista in rete, stiamo parlando del video KONY 2012.

Ma partiamo da principio, a partire dalla prima settimana di marzo un video molto toccante si è diffuso tramite i social network, prefigurando una campagna virale di sensibilizzazione senza precedenti.

Ecco il video per chi non l’avesse ancora visto:

(Per attivare i sottotitoli premete le due CC rosse in basso a destra)

Dopo una sola settimana il video Kony 2012 aveva registrato 100 milioni di visite e centinaia di migliaia di persone avevano già acquistato l’ “action kit” visto nel video, tutti contenti di dare il proprio contributo e rendere Joseph Kony famoso.

Ma dopo le migliaglia dollari spese dalle persone che in buona fede volevano sposare la causa, qualche giorno fa è stata diffusa la notizia, poi confermata dall’ambasciatore ugandese, che le cose dette nel video sono quantomeno inesatte se non addirittura largamente manipolate. Sembra infatti che da oltre vent’anni il pericoloso Joseph Kony abbia fatto perdere le proprie tracce.

Pochi giorni dopo ecco un altro colpo di scena, forse l’ultimo. Jason Russell, il 33enne promotore, regista e autore del video, nonchè presidente dell’associazione Invisible Children che ha lanciato la campagna virale, è stato arrestato fa per atti osceni in luogo pubblico, quando è stato trovato nudo, imbottito di alcool e stupefacenti, mentre tentava di accoppiarsi con delle automobili parcheggiate, e ora si trova in una clinica psichiatrica.

Questo episodio mette il luce la straordinaria forza del marketing virale, anche quando si racconta una storia falsa, o come in questo caso, parzialmente vera vent’anni fa.

Francesco Giacalone

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